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Allattamento al seno e passaggio eventuale al biberon

Redazione Miobambino, 4.5.2010
Il latte materno è il miglior alimento che si possa dare ad un bambino. Attraverso il latte materno, il bambino assume sostanze nutrienti, anticorpi e acqua

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La produzione del latte materno e controllata da un ormone che viene secreto da una ghiandola, l’ipofisi, che si trova alla base del cervello. La produzione di questo ormone, e quindi del latte, viene aumentata dalla stimolazione che il neonato esercita sul capezzolo durante le poppate: quindi più poppate farà il bimbo, più latte verrà prodotto. Tutto ciò che distoglie il neonato dal seno materno viene considerato dannoso: succhiotti e biberon sono da evitare se si pensa di allattare il bambino esclusivamente al seno. 

Una donna sana, fisicamente e psicologicamente, riesce nella stragrande maggioranza dei casi (97%) ad allattare almeno per i primi 6 mesi. Poi, in genere, gli impegni di lavoro costringono la mamma ad allontanarsi dal bimbo, e spesso questa fase coincide con la fine dell’allattamento e con l’inizio dello svezzamento.

Alcune madri non producono abbastanza latte, e si rende pertanto necessario aggiungere una quota di latte artificiale. Il sistema migliore per dare la cosiddetta “giunta” e il DAS, Dispositivo di Allattamento Supplementare. Si tratta di un contenitore per il latte, che in genere si appende con un laccio al collo della mamma, dal quale parte un tubicino che viene fissato con un piccolo cerotto sulla mammella, in prossimità del capezzolo. Quando il bambino viene attaccato al capezzolo, si fa in modo che anche il tubicino arrivi alla bocca del piccolo: cosi insieme al latte materno, prenderà anche la giunta. Si ottengono cosi tre effetti: il bambino continuerà la stimolazione del capezzolo e quindi la produzione di latte, si nutrirà del latte materno prodotto e prenderà la quota in aggiunta di latte artificiale. Il sistema può sembrare molto laborioso, ma in realtà e l’unico che garantisce la continuità dell’allattamento al seno nonostante la giunta.

E’ evidente che il passaggio al biberon contribuisce alla diminuzione delle poppate e delle stimolazioni della produzione di latte; una eventuale stimolazione con il tiralatte con e cosi efficace come la bocca del neonato. Quando la madre passera al biberon, inevitabilmente si avvierà verso la sospensione dell’allattamento al seno. 
L’allattamento misto inteso come alternanza di biberon  e seno e destinato a durare poco. La suzione del latte attraverso il biberon e più facile per il bambino: e sufficiente che stringa la bocca per fare uscire il latte, e il bambino imparerà velocemente a nutrirsi con questo sistema, e non ne vorrà più sapere del seno: verrà cosi quindi a mancare la stimolazione di cui parlavamo prima, i livelli di prolattina si abbasseranno gradualmente e il latte scomparirà.

Esiste un Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei sostituti del Latte materno, adottato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1981, che disciplina l’utilizzo dei sostituiti del latte materno e degli ausili necessari alla sua somministrazione (biberon, tettarelle) e ne proibisce la promozione diretta a meno che non ci sia assoluta e riconosciuta necessita. In realtà questo codice viene troppo spesso disatteso, le “giunte” vengono date con troppa disinvoltura, anche se non strettamente necessarie, e si tende a disinformare sull’allattamento al seno più di quanto si cerchi di informare correttamente. Ne consegue che le madri che decidono di abbandonare l’allattamento al seno in cambio del latte artificiale quando ciò non sarebbe necessario sono davvero troppe. Su questo argomento, spinoso e fortemente polemico, torneremo in un prossimo articolo. 
Esiste tuttavia una piccola percentuale (intorno al 3%) di mamme che realmente non produce latte. In questo caso c’e poco da fare: si deve ricorrere al biberon.

I biberon sono tutti più o meno equivalenti; si possono preferire biberon in vetro o in policarbonato, due materiali che garantiscono igiene e una lunga durata nel tempo.

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