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Bambini con l`asma: come aiutarli

Miobambino, 13.1.2015
Come riconoscere l'asma? Quali sono le cause e le possibili cure? Come possiamo aiutare il bambino asmatico a condurre una vita senza limitazioni?

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IL BAMBINO TOSSISCE SE RIDE, GIOCA, CORRE? POTREBBE AVERE L'ASMA  
Come aiutare il bambino con l'asma a condurre una vita tranquilla, senza limitazioni. 
L'asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da respiro faticoso e sibilante.
È di difficile diagnosi prima dei 5 anni di età, perché il respiro sibilante è frequente nella prima infanzia, anche nei bambini non allergici, a causa del diametro molto piccolo dei bronchi.
Se gli episodi di ostruzione bronchiale e di sibili espiratori continuano o iniziano dopo i 5 anni di età, si può parlare di una vera e propria asma bronchiale cronica che, nella grande maggioranza dei casi, è di origine allergica.
Può iniziare con tosse secca e stizzosa ma, aggravandosi, si evidenzia lo spasmo dei bronchi e si avvertono fischi e sibili durante l'espirazione dell'aria e il bambino avverte difficoltà respiratoria.
In caso di attacco accentuato, il bimbo si agita, il suo respiro diventa affannoso e, se l'ostruzione è molto grave, può presentare colorito scuro (cianotico).
L'asma bronchiale è una patologia molto diffusa: colpisce 1 bambino su 10.
Non esiste un'unica causa, ma nella maggior parte dei piccoli colpiti, ha natura allergica. Il dato non stupisce se si considera che circa 1 bambino su 4 è allergico, e che 1 su 3 ha anche l'asma. Colpisce indistintamente tutta la penisola, con una piccola evidenza maggiore al nord.
Le cause
Le principali cause dell’asma sono:
- Reazione allergica a polvere, muffe, pelo di alcuni animali (gatto, cane, cavallo), pollini, graminacee, parietaria, olivo. Raramente causano episodi asmatici alcuni alimenti (es. latte vaccino, l'uovo, il pesce) e additivi alimentari;
- Infezioni, nei bimbi più piccoli. Le infezioni, soprattutto quelle virali, sono la causa principale di asma nei primi anni di vita. La maggior parte dei bambini asmatici presenta i sintomi prevalentemente durante il periodo autunnale e invernale, quando la diffusione delle infezioni delle vie respiratorie è particolarmente elevata;
- Ipersensibilità non allergiche, come ad esempio allergia ai farmaci;
- Condizioni climatiche. I bambini che frequentano ambienti particolarmente inquinati, non puliti, polverosi, o che hanno uno o entrambi i genitori fumatori, sono maggiormente esposti all'asma;
- Fattori genetici. Molto frequente il riscontro di un genitore o fratello asmatico. Dal genitore viene ereditata la tendenza ad infiammare facilmente le vie aeree (iper-reattività delle vie aeree);
- L'attività fisica. Circa la metà dei bambini sofferenti di bronchite asmatica può presentare tosse o affanno durante l'attività fisica (asma da sforzo). Il bambino affetto da asma da sforzo non ha controindicazioni ad eseguire l'attività sportiva: in molti casi è sufficiente raggiungere un buon controllo della ricorrenza dei sintomi asmatici per ottenere la scomparsa della tosse da sforzo. Esistono inoltre farmaci che, somministrati alcuni minuti prima dell'attività fisica, consentono un idoneo controllo dell'asma da sforzo.
I sintomi. 
La manifestazione più diffusa è rappresentata da difficoltà di respiro, tosse ricorrente, sibili, rientramenti intercostali. 
In alcuni casi la sintomatologia è marcata: il bambino ha difficoltà a parlare e può presentare difficoltà a restare sdraiato. 
In altri casi la sintomatologia è più sfumata: la tosse è insistente, ricorrente, prevalentemente notturna (può manifestarsi dopo un lieve episodio di infiammazione delle alte vie aeree) o si può presentare solo con frequenti episodi durante il gioco o la corsa.
La diagnosi. 
Molti genitori non riescono ad individuare subito la presenza dell'asma nel loro bambino. Una domanda che poniamo sempre ai piccoli, per avere subito una risposta precisa, è questa: quando fai la lotta con tua sorella, giochi con un amichetto, ti viene la tosse? In presenza di tosse da sforzo, i genitori devono stare attenti ai segnali che il corpo del loro bambino lancia, per verificare che si tratti o meno di una tosse asmatica:
- se il piccolo tossisce quando corre, ride, si addormenta e si sveglia;
- se presenta prurito sulla schiena e sul torace, senza che vi sia una dermatite sopra, va considerata l'ipotesi che il prurito possa essere l'esternalizzazione di quello che avviene nei bronchi, cioè un broncospasma.
Altri sintomi associati:
- le infezioni durano di più;
- i raffreddori, anche senza febbre, sfociano facilmente in broncopolmonite;
- il sudore è abbondante, soprattutto quando dormono.
In presenza della tosse, e degli altri sintomi associati, è opportuno consultare uno specialista.
È importante conoscere il problema per anticiparlo. L'asma non è una malattia gravissima, ma è molto disturbante. Un bambino con una tosse asmatica va curato 365 giorni l'anno. Tanto meglio mamma e papà gestiranno giorno per giorno l'asma del figlio, tanto più sano sarà il bambino.
Come si cura. 
La terapia per curare l'asma è farmacologica. Tuttavia è indispensabile tenere sotto controllo i fattori ambientali e intervenire, quando occorre, con l'immunoterapia.
- La terapia farmacologica
È importante premettere che i medicinali vanno sempre somministrati dopo aver consultato un medico. I farmaci anti-asmatici in commercio sono impiegati sia per la cura della crisi asmatica, sia per la prevenzione dei successivi episodi. Esistono diverse categorie di farmaci anti-asmatici in commercio.
Negli ultimi decenni abbiamo progressivamente assistito alla sostituzione della via di somministrazione dei farmaci per l'asma da quella classica (orale), a quella inalatoria. Gli stessi farmaci che vengono somministrati per bocca infatti possono raggiungere direttamente le vie aeree tramite la tecnica inalatoria che consente di ottenere un'azione più mirata e minori effetti secondari. Gli strumenti per l'inalazione dei farmaci sono rappresentati dagli apparecchi nebulizzatori, dagli spray dosati e dalle polveri.
- La immunoterapia desensibilizzante
L'obiettivo della immunoterapia desensibilizzante (ITS) è quello di eliminare o attenuare la sensibilizzazione allergica verso una specifica sostanza attraverso la periodica somministrazione della stessa. La somministrazione può essere effettuata per bocca o per via iniettiva, sottocutanea: l'applicazione sottocutanea non è esente da rischi di reazioni avverse. Non esistono evidenze scientifiche attuali tali da consigliarne un largo uso, specie in età pediatrica. Il ricorso alla immunoterapia è pertanto attualmente considerabile solo nei casi di allergie verso una sola sostanza oppure quando si osservi una stretta correlazione fra esposizione ad un allergene e comparsa dei sintomi respiratori.
Ansia e asma. 
L'ansia non è una malattia psicosomatica. Dai bronchi sale al cerebro, ma non viceversa. Tuttavia l'ansia ha un'incidenza sull'asma perché scatena gli attacchi, e lo fa attraverso un meccanismo molto semplice: l'iperventilazione. Uno dei sintomi che presentano i bambini asmatici è la tosse quando sono esposti a un cambio di temperatura –passano da un ambiente più caldo a uno più freddo- o in presenza di un odore forte, come per esempio quello della vernice. Se iperventilano, come succede negli stati ansiosi, si raffredda la temperatura dell'aria che inspirano, generando quella tosse che è un segno di asma. In questo senso l'ansia determina l'asma.
Come convivere con l'asma. 
I genitori dei bambini con l'asma devono curare con attenzione un problema che può essere limitante se non affrontato nel modo giusto. Perché il loro bambino possa condurre una vita tranquilla, senza limitazioni, è importante che il genitore conosca la malattia e segua il percorso terapeutico che il medico ha prescritto per il piccolo.
Fare sport non solo è possibile, ma è indicato, perché rientra nel processo terapeutico di cura.
Un bambino con l'asma è un bambino sano, ma per il quale piove. Il farmaco è l'ombrello che permette ai bambini di non bagnarsi. Aperto l'ombrello, il bambino è asciutto. E non c'è nulla di cui preoccuparsi.

L'asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi, caratterizzata da respiro faticoso e sibilante.
È di difficile diagnosi prima dei 5 anni di età, perché il respiro sibilante è frequente nella prima infanzia, anche nei bambini non allergici, a causa del diametro molto piccolo dei bronchi.
Se gli episodi di ostruzione bronchiale e di sibili espiratori continuano o iniziano dopo i 5 anni di età, si può parlare di una vera e propria asma bronchiale cronica che, nella grande maggioranza dei casi, è di origine allergica.


Può iniziare con tosse secca e stizzosa ma, aggravandosi, si evidenzia lo spasmo dei bronchi e si avvertono fischi e sibili durante l'espirazione dell'aria e il bambino avverte difficoltà respiratoria.
In caso di attacco accentuato, il bimbo si agita, il suo respiro diventa affannoso e, se l'ostruzione è molto grave, può presentare colorito scuro (cianotico).


L'asma bronchiale è una patologia molto diffusa: colpisce 1 bambino su 10. Non esiste un'unica causa, ma nella maggior parte dei piccoli colpiti, ha natura allergica. Il dato non stupisce se si considera che circa 1 bambino su 4 è allergico, e che 1 su 3 ha anche l'asma. Colpisce indistintamente tutta la penisola, con una piccola evidenza maggiore al nord.


Le cause

Le principali cause dell’asma sono:

  • Reazione allergica a polvere, muffe, pelo di alcuni animali (gatto, cane, cavallo), pollini, graminacee, parietaria, olivo. Raramente causano episodi asmatici alcuni alimenti (es. latte vaccino, l'uovo, il pesce) e additivi alimentari
  • Infezioni, nei bimbi più piccoli. Le infezioni, soprattutto quelle virali, sono la causa principale di asma nei primi anni di vita. La maggior parte dei bambini asmatici presenta i sintomi prevalentemente durante il periodo autunnale e invernale, quando la diffusione delle infezioni delle vie respiratorie è particolarmente elevata
  • Ipersensibilità non allergiche, come ad esempio allergia ai farmaci
  • Condizioni climatiche. I bambini che frequentano ambienti particolarmente inquinati, non puliti, polverosi, o che hanno uno o entrambi i genitori fumatori, sono maggiormente esposti all'asma
  • Fattori genetici. Molto frequente il riscontro di un genitore o fratello asmatico. Dal genitore viene ereditata la tendenza ad infiammare facilmente le vie aeree (iper-reattività delle vie aeree)
  • L'attività fisica. Circa la metà dei bambini sofferenti di bronchite asmatica può presentare tosse o affanno durante l'attività fisica (asma da sforzo). Il bambino affetto da asma da sforzo non ha controindicazioni ad eseguire l'attività sportiva: in molti casi è sufficiente raggiungere un buon controllo della ricorrenza dei sintomi asmatici per ottenere la scomparsa della tosse da sforzo. Esistono inoltre farmaci che, somministrati alcuni minuti prima dell'attività fisica, consentono un idoneo controllo dell'asma da sforzo.
     

I sintomi

La manifestazione più diffusa è rappresentata da difficoltà di respiro, tosse ricorrente, sibili, rientramenti intercostali. In alcuni casi la sintomatologia è marcata: il bambino ha difficoltà a parlare e può presentare difficoltà a restare sdraiato. In altri casi la sintomatologia è più sfumata: la tosse è insistente, ricorrente, prevalentemente notturna (può manifestarsi dopo un lieve episodio di infiammazione delle alte vie aeree) o si può presentare solo con frequenti episodi durante il gioco o la corsa.


La diagnosi

Molti genitori non riescono ad individuare subito la presenza dell'asma nel loro bambino. Una domanda che poniamo sempre ai piccoli, per avere subito una risposta precisa, è questa: quando fai la lotta con tua sorella, giochi con un amichetto, ti viene la tosse?
In presenza di tosse da sforzo, i genitori devono stare attenti ai segnali che il corpo del loro bambino lancia, per verificare che si tratti o meno di una tosse asmatica:

  • se il piccolo tossisce quando corre, ride, si addormenta e si sveglia
  • se presenta prurito sulla schiena e sul torace, senza che vi sia una dermatite sopra, va considerata l'ipotesi che il prurito possa essere l'esternalizzazione di quello che avviene nei bronchi, cioè un broncospasma.

Altri sintomi associati:

  • le infezioni durano di più
  • i raffreddori, anche senza febbre, sfociano facilmente in broncopolmonite
  • il sudore è abbondante, soprattutto quando dormono.In presenza della tosse, e degli altri sintomi associati, è opportuno consultare uno specialista.

È importante conoscere il problema per anticiparlo. L'asma non è una malattia gravissima, ma è molto disturbante. Un bambino con una tosse asmatica va curato 365 giorni l'anno. Tanto meglio mamma e papà gestiranno giorno per giorno l'asma del figlio, tanto più sano sarà il bambino.


La cura

La terapia per curare l'asma è farmacologica. Tuttavia è indispensabile tenere sotto controllo i fattori ambientali e intervenire, quando occorre, con l'immunoterapia.

  • La terapia farmacologica

È importante premettere che i medicinali vanno sempre somministrati dopo aver consultato un medico. I farmaci anti-asmatici in commercio sono impiegati sia per la cura della crisi asmatica, sia per la prevenzione dei successivi episodi. Esistono diverse categorie di farmaci anti-asmatici in commercio.
Negli ultimi decenni abbiamo progressivamente assistito alla sostituzione della via di somministrazione dei farmaci per l'asma da quella classica (orale), a quella inalatoria. Gli stessi farmaci che vengono somministrati per bocca infatti possono raggiungere direttamente le vie aeree tramite la tecnica inalatoria che consente di ottenere un'azione più mirata e minori effetti secondari. Gli strumenti per l'inalazione dei farmaci sono rappresentati dagli apparecchi nebulizzatori, dagli spray dosati e dalle polveri.

  • La immunoterapia desensibilizzante

L'obiettivo della immunoterapia desensibilizzante (ITS) è quello di eliminare o attenuare la sensibilizzazione allergica verso una specifica sostanza attraverso la periodica somministrazione della stessa. La somministrazione può essere effettuata per bocca o per via iniettiva, sottocutanea: l'applicazione sottocutanea non è esente da rischi di reazioni avverse. Non esistono evidenze scientifiche attuali tali da consigliarne un largo uso, specie in età pediatrica. Il ricorso alla immunoterapia è pertanto attualmente considerabile solo nei casi di allergie verso una sola sostanza oppure quando si osservi una stretta correlazione fra esposizione ad un allergene e comparsa dei sintomi respiratori.


Ansia e asma

L'ansia non è una malattia psicosomatica. Dai bronchi sale al cerebro, ma non viceversa. Tuttavia l'ansia ha un'incidenza sull'asma perché scatena gli attacchi, e lo fa attraverso un meccanismo molto semplice: l'iperventilazione. Uno dei sintomi che presentano i bambini asmatici è la tosse quando sono esposti a un cambio di temperatura (passano da un ambiente più caldo a uno più freddo) o in presenza di un odore forte, come per esempio quello della vernice. Se iperventilano, come succede negli stati ansiosi, si raffredda la temperatura dell'aria che inspirano, generando quella tosse che è un segno di asma. In questo senso l'ansia determina l'asma.


Come convivere con l'asma

I genitori dei bambini con l'asma devono curare con attenzione un problema che può essere limitante se non affrontato nel modo giusto. Perché il loro bambino possa condurre una vita tranquilla, senza limitazioni, è importante che il genitore conosca la malattia e segua il percorso terapeutico che il medico ha prescritto per il piccolo.
Fare sport non solo è possibile, ma è indicato, perché rientra nel processo terapeutico di cura.Un bambino con l'asma è un bambino sano, ma per il quale piove. Il farmaco è l'ombrello che permette ai bambini di non bagnarsi. Aperto l'ombrello, il bambino è asciutto. E non c'è nulla di cui preoccuparsi.

Fonte: Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, Roma

 

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