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I bimbi e la pizza

dott. Giuseppe Morino , 26.6.2011
É un alimento amato dai bambini e ricco di sostanze indispensabili alla loro crescita. Prevederla nella dieta quotidiana non è sbagliato, l’importante è inserirla in modo corretto, rispettando eventuali patologie e necessità caloriche

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La pizza e i bambini: un amore consentito?

La pizza è un alimento molto amato dai bambini, sia bianca con un po’ di olio e rosmarino, sia con aggiunta di pomodoro o più elaborata con mozzarella e altri ingredienti.

La merenda scolastica e, a volte, la colazione o i pasti principali di molti nostri bambini sono costituiti, in parte o totalmente, da pizza.

 

Ma per alcuni problemi della nostra società moderna, ad esempio l’obesità e le patologie metaboliche ad essa connesse, spesso viene puntato l’indice contro questo alimento.

 

In realtà la pizza, come qualunque altro alimento, non va demonizzata, ma va inserita nella alimentazione in modo corretto, considerando ciò che la pizza rappresenta in termini nutrizionali e quale pasto può sostituire od integrare.

 

 

La pizza può essere uno spuntino valido?

La pizza è fondamentalmente costituita da un impasto di farina 00, acqua, una punta di levito di birra e sale.

 

Si differenzia dal pane per il lungo tempo di lievitazione e per la breve cottura a temperature molto elevate; a questo impasto base, le varie sostanze aggiunte, tra le quali la più comune è sicuramente il pomodoro, permettono la differenziazione in tipi diversi.

I classici componenti (grano, olio d’oliva, mozzarella e pomodoro) la fanno rientrare tra gli alimenti preferiti di una corretta alimentazione mediterranea.

 

La pizza margherita, sicuramente la più consumata, che prevede l’aggiunta della mozzarella di bufala o mozzarella normale, apporta per gr. 100 di tale alimento, 271 Kcal, con una quota di proteine e lipidi di poco inferiore ai 6 grammi.

La classica pizza tonda mangiata in pizzeria, che pesa intorno ai 200 grammi, apporta tra le 400-500 Kcal (ad eccezione del tipo marinara assai meno calorico, in alcuni casi anche <200 Kcal).

 

Si tratta allora non di un semplice spuntino, per il quale sarebbe preferibile un alimento prevalentemente glucidico come la frutta, ma di un piatto unico.

 

 

Mio figlio tende al sovrappeso quindi niente pizza?

Il soprappeso è sempre il risultato dell’interazione di fattori costituzionali ed ambientali, in cui rientrano corretta alimentazione ed abitudine al movimento.

 

L’approccio non può quindi essere mai la completa esclusione di un determinato alimento, ma la capacità a collocarlo nel momento giusto e nella quantità giusta.

 

Una pizza tonda 1 o 2 volte a settimana, ricordando i valori nutrizionali appena citati, può costituire una buona cena da vivere in armonia con la famiglia e gli amici; se poi si aggiunge un buon piatto di verdure e si termina con frutta, bevendo acqua, non ci sono problemi nel continuare un percorso di riduzione ponderale, in modo sereno.

 

 

Mio figlio non fa colazione e l’unico modo per farlo mangiare è dargli la pizza. Sbaglio?

Le corrette abitudini alimentari si assumono sin da piccoli e l’abitudine a fare la colazione è fondamentale; per questo è necessario che il bambino venga svegliato per tempo, portato vicino ad una tavola imbandita ove potrà abituarsi a scegliere, insieme ad altri componenti della famiglia, una colazione che gli piaccia, ma soprattutto che sia sempre presente.

 

Lo spuntino a scuola deve allora assumere la forma e le quantità di un alimento ricco di carboidrati e povero di grassi e proteine: in questo senso la frutta nelle sue varie forme può essere una buona risposta, ma anche una piccola quantità di pizza (ad es. gr.50 di pizza rossa del fornaio) possono essere una corretta fonte calorica ed in nutrienti.

 

 

Mio figlio ha un problema di intolleranza: deve evitare la pizza?

Le intolleranze alimentari, con il conseguente divieto di consumo di molti alimenti, sono sempre più diffuse anche nei bambini, ma spesso la diagnosi e le conseguenti diete di esclusione sono enfatizzate.

 

È fondamentale definire a quali alimenti un bambino è allergico e/o intollerante e formulare l’approccio dietetico più adeguato.

In questo senso, almeno apparentemente, il problema maggiore è quello dei celiaci in quanto l‘intolleranza alla farina di grano è certa ed il divieto di consumo assoluto.

Tuttavia in questo caso l’industria è venuta in soccorso ed ora esistono ovunque farine senza glutine e/o pizze già pronte per celiaci o ancora ristoranti specializzati nell’alimentazione senza glutine (giova ricordare l’importanza non solo della farina senza glutine, ma anche del posto in cui viene confezionata la pizza e degli strumenti usati, non inquinati precedentemente da farina di grano).

 

Per quanto riguarda altre intolleranze è da tenere presente, per gli intolleranti al latte, l’uso della mozzarella o l’eventuale aggiunta di latte nell’impasto e la presenza del pomodoro, anche se cotto, per chi ha allergie vere a quell’alimento.


Fonte: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma


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