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Medicine naturali in gravidanza: l’osteopatia

4.5.2010
L’osteopatia costituisce un valido aiuto in gravidanza per la mamma e per il bambino

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Trattamento osteopatico in gravidanza
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Che cos’è osteopatia?

L’osteopatia è una medicina manuale e naturale che può essere utile sia alla donna in gravidanza che alla neomamma e al neonato: cerchiamo di capire perché.
Prima cosa, l’osteopata non fa “crack”, o meglio le tecniche caratterizzate dal tipico scroscio articolare sono solo uno degli strumenti a sua disposizione, accanto a manipolazione ben più dolci e a volte quasi impercettibili, su muscoli, tessuti e articolazioni.

Proprio per questo motivo l’osteopatia può essere praticata, senza pericoli e particolari controindicazioni, sulle future mamme e sui bebè, così come sugli anziani o chiunque ne abbia necessità.


Ma in definitiva cosa fa l’osteopata?

Lo scopo finale è quello di ridare mobilità ai tessuti e alle articolazioni.

Non si tratta della mobilità grossolana, evidente a occhio nudo, ma di quella fine che viene appunto indagata con specifici test osteopatici.

A questa micromobilità sono legate l’ottimizzazione della microcircolazione linfatica e sanguigna, la corretta fisiologia delle giunture, così come alcune funzionalità del sistema nervoso, che creano una sorta di ponte di collegamento disfunzionale e possono creare così disturbi a distanza. 

Ritrovata la micromobilità il corpo acquisisce un “terreno biologico fertile” affinchè i processi di autoguarigione possano verificarsi spontaneamente.
Si tratta di un approccio naturale, sistemico e olistico al benessere e alla salute.


Osteopatia e gravidanza

La gravidanza è forse il periodo della vita in cui la donna è soggetta ai maggiori cambiamenti sia fisiologici, ovvero di funzionamento del corpo, che anatomici, ovvero di forma, e non ultimo di tipo psicologico.
La natura, con la saggezza che la contraddistingue, ha previsto tutto ciò per assecondare la crescita del bambino, per cui normalmente questi cambiamenti non hanno aspetto patologico.
Ciònonostante l’organismo è in condizioni limite, per cui alcune precauzioni e un intervento osteopatico esterno possono essere di grande aiuto per affrontare questo periodo in maniera serena e confortevole, attenuando dolori e piccoli fastidi quotidiani.


La gravidanza e le sue problematiche fisiche

I rapidi cambiamenti ormonali che si verificano a partire dai primi mesi possono notoriamente provocare nausea e vomito. Successivamente, dal terzo mese in poi, l’aumento della curva lombare (iper-lordosi), che è dovuto allo spostamento del carico in avanti legato alla presenza del bambino, potrà essere fonte di dolori lombari, dorsalgia e lombosciatalgia.

Altre problematiche che possono verificarsi sono quelle di natura circolatoria e linfatica agli arti inferiori, causate dall’aumento della pressione addominale, così come edemi legati all’aumentata pressione sui reni e, in alcuni casi, difficoltà digestive, problemi all’apparato urinario, emorroidi, crampi e cefalea.


Cosa può fare l’osteopata?

L’azione dell’osteopata apporterà il suo contributo a diversi livelli:

  • prima cosa potrà ripristinare la corretta fisiologia della zona pelvica che rappresenta un vero e proprio crocevia di forze, spesso in conflitto tra loro, che possono perciò produrre squilibri importanti. Questo intervento, oltre a risolvere possibili dolori, dona equilibrio tensivo a una zona che deve essere libera di dilatarsi durante il parto. In questo modo si favorisce un travaglio e un’espulsione più fisiologici, che si traducono in meno dolore per la mamma e in un passaggio del bebè attraverso il canale uterino e il bacino privo di pressioni anomale, che potrebbero creare disfunzioni craniche (vedi più avanti). In tal senso è bene che l’osteopata valuti, ed eventualmente tratti, la possibile presenza di disfunzioni pregresse a livello sacro-coccigeo;
  • i sintomi posturali possono essere tenuti sotto controllo con un lavoro sui muscoli e sui tessuti molli a livello pelvico, sui muscoli dell’anca, sui legamenti del bacino così come a livello lombare e dorsale;
  • anche la circolazione ed i disturbi ad essa associati, possono ottenere miglioramenti grazie ad un lavoro sui diaframmi, a partire da quelli toracico e pelvico, così da facilitare una corretta distribuzione delle pressioni e una migliore distribuzione del volume circolatorio e linfatico.


Osteopatia per la mamma

In seguito al parto la neomamma ritorna repentinamente alle dimensioni, alle tensioni e alle pressioni tissutali che aveva in precedenza. Concentrati sul bebè, spesso si sottovaluta questo cambiamento improvviso.

In realtà un lavoro post-parto può essere un valido ausilio per ovviare a diverse problematiche a cui possono andare incontro muscoli, articolazioni e tessuti.


Osteopatia per il neonato

Senza entrare nel merito degli aspetti patologici e genetici che possono accompagnare lo sviluppo embriologico, il bambino può andare incontro a disfunzioni osteopatiche già nell’utero materno e durante il parto stesso!

In genere esse sono legate a particolari morfologie o disfunzioni uterine, allo stato pelvico della madre o a posizioni “anomale” del bambino stesso, come quella podalica o gemellare.

Grande importanza ha lo svolgimento del parto: le ossa del cranio alla nascita sono elastiche grazie alla presenza delle fontanelle (punti di giunzione cartilaginei) e durante il parto, nonostante la dilatazione del canale uterino, vanno incontro a una compressione e a un successivo riposizionamento.

Si tratta in realtà di un evento fisiologico, che funge da “starter” alle funzioni neurovegetative come respirazione, suzione e digestione.

In alcuni casi si possono creare però tensioni eccezionali: utilizzo di forcipe e ventosa, trazioni eccessive degli operatori, cordone ombelicale avvolto intorno al collo e altro ancora. Questi piccoli traumi lasciano un’impronta in grado si modellare in maniera anomala il cranio e in particolare la sincondrosi sfeno-basilare del bambino (articolazione centrale del cranio). 

Queste alterazioni potranno essere all’origine di alcune problematiche e disturbi, a partire da torcicollo, coliche intestinali, irrequietezza e problemi visivi, malocclusione, reflusso gastro-esofageo e più avanti, con la crescita, potrebbero essere la causa di una scoliosi compensatrice.

In questo caso l’osteopata può intervenire fin dai primi mesi di vita modellando il cranio in maniera molto dolce, ma assai efficace per la prevenzione e la risoluzione di questi problemi.

Si tratta di una prassi poco conosciuta nel nostro Paese, ma ben documentata negli Stati Uniti da alcuni studi in materia.


In conclusione

In conclusione l’Osteopatia, grazie alle sue manovre dolci e rispettose dei tessuti e delle articolazioni, permette di intervenire in gravidanza, sulla neomamma così come sul neonato, in modo da prevenire, risolvere o attenuare numerose problematiche in maniera efficace e non invasiva, rendendo questo meraviglioso periodo della vita ancor più confortevole.


Fabio Perissinotti MFT - specializzazione in osteopatia e posturologia
Studio Osteopatico-Riabilitativo - Milano - tel. 347.91.54.673, terapifiscaFP@gmail.com
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