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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 14.4.2011 17:29:11
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CandiCla
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DONARE!! io mi sono informata e i lati positivi del "conservare" sono davvero pochi (se non NULI) rispetto al "donare".. ok, il costo x conservare il cordone all'estero è effettivamente non esagerato; però il fatto appunto di conservarlo in banche estere ti garantisce che venga conservato con tutti i requisiti richiesti poi nelle strutture italiane per un eventuale utilizzo in caso di necessità? poi.. in caso di malattia del bimbo, è consigliabile utilizzare il sangue di un donatore compatibile rispetto al proprio sangue!!! nell'ipotesi di malattia di un componente della famiglia, è possibile risalire al sangue donato!!! a costo zero.. perchè conservare il proprio sangue per 20 anni o oltre (augurandosi di non utilizzarlo mai) quando proprio QUEL sangue potrebbe salvare la vita di un bimbo che ne ha veramente bisogno? se tutte noi donassimo il sangue del cordone, ci sarebbero + possibilità di aiutare bimbi bisognosi, e di conseguenza anche i nostri bimbi potrebbero essere aiutati in caso di necessità!!
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 18.4.2011 14:55:50
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enrica_cv
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Grazie CandiCla della tua risposta. Siccome volevo vederci ancora più chiaro ho scritto a Sorgente per avere ulteriori spiegazioni. Pubblico qui di seguito quello che mi hanno risposto. Spero che possa servire a qualche altra mamma con i miri stessi dubbi! In ogni caso: mamme, NON GETTATE VIA IL CORDONE!!! un abbrccio E Gentilissima Sig.ra Enrica, Innanzitutto è opportuno non confondere l’utilizzo delle cellule staminali, che può essere autologo o eterologo, con la loro modalità di conservazione. Conservare in una Biobanca privata non significa destinare solamente ad uso autologo il campione conservato. Esiste infatti la possibilità di iscrivere una Biobanca (come quella a cui afferisce Sorgente) ad un apposito registro Internazionale. Tale iscrizione consente, nel caso in cui la famiglia del donatore lo permetta, di destinare il campione conservato verso soggetti terzi, non familiari, al donatore stesso. Bisogna poi considerare che il problema non è tanto relativo alla conservazione privata piuttosto che pubblica del sangue cordonale, bensì il vero problema, ad oggi irrisolto, è che ben il 95% dei cordoni ombelicali raccolti sono gettati tra i rifiuti (fonte: Aduc salute). Generare polemiche su come conservare il rimanente 5% risulta, di conseguenza, quantomeno inappropriato. Conservare le cellule staminali del cordone ombelicale risulta conveniente essenzialmente per 2 motivi: 1. Numerose aziende private (fra cui anche Sorgente) garantiscono un servizio efficiente attivo 24 ore su 24 7 giorni su 7, festivi compresi. Molteplici sono i casi in cui madri che hanno deciso di donare le loro cellule di fatto non hanno potuto farlo poiché hanno partorito di Domenica, durante la notte o nei giorni festivi. Attualmente il sistema di donazioni pubbliche Italiano non opera 24 ore su 24 ne 7 giorni su 7. In aggiunta molto pochi sono i campioni che vengono effettivamente conservati in banche pubbliche, ad esempio nel 2008 su 11.517 unità di sangue cordonale raccolte, solo 3.167 sono state le donazioni andate in porto (fonte: Aduc salute); ne consegue quindi che è molto bassa la probabilità di ritornare in possesso del campione donato; 2. Le strutture private consentono un utilizzo intrafamigliare delle staminali cordonali criopreservate. È importante ricordare che la compatibilità di tali cellule arriva sino al 50 % verso i genitori e sino al 25% verso i fratellini. Per quel che concerne il commento ”in caso di malattia del bimbo, è consigliabile utilizzare il sangue di un donatore compatibile rispetto al proprio sangue!” Le comunico che la normativa Italiana attualmente in corso (decreto ministeriale del 18 novembre 2009 ”Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”, fonte Ministero della Salute) prevede e favorisce la conservazione autologa delle cellule staminali cordonali per quelle famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche. Ne consegue quindi che la normativa Italiana, predisponendo un sistema ad hoc per la donazione autologa-dedicata, ammette essa stessa i benefici terapeutici determinati dall’utilizzo autologo delle staminali cordonali. In conclusione, la scelta se conservare o donare le cellule staminali cordonali, è una scelta personale che non deve subire pressioni da pareri di terze persone. É fondamentale che chi decide sia adeguatamente informato da esperti in merito ai possibili vantaggi/svantaggi associati alla conservazione pubblica o privata. L’informazione dovrà ovviamente essere imparziale garantendo una reale libertà di scelta. Rimango a Sua disposizione per qualsiasi altro chiarimento. Cordiali saluti
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 19.4.2011 19:09:03
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CandiCla
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Ciao Enrica, non so di quale regione tu sia, io sono in Emilia-Romagna e qui ci sono molti ospedali che possono provvedere alla raccolta del sangue contenuto nel cordone ombelicale.. Se vuoi ulteriori informazioni, ecco il numero di telefono della Banca del Sangue Cordonale dell''Emilia Romagna 051-6363011 .. lo sto leggendo nel modulo che ho già provveduto a compilare e che dovrò consegnare il giorno che partorirò.. Riporto anche alcuni stralci del''informativa in mio possesso: "... le Banche che operano nell''ambito del Serv.Sanit.Naz., oltre che raccogliere e conservare le donazioni solidaristiche del sangue cordonale, conservano il sangue per uso dedicato, cioè in tutti quei casi in cui esso può essere utilizzato per un membro della famiglia affetto da una patologia curabile con le cellule staminali emopoietiche, oppure nel caso in cui nell''ambito dela fam stessia vi sia un elevato rischio di malattie genetiche, che potrebbero riguardare figli futuri. Queste prestazioni .. sono offerte dalle Banche senza alcun onere economico per il paziente e la sua famiglia.." "..BENEFICI ATTESI: .. un grande atto di solidarietà dal momento che con la donazione del sangue cordonale è possibile salvare la vita ad un bambino e ad un adulto affetti da patologie curabili con il trapianto delle cellule stam. .. la disponibilità del sangue per il vs. bambino o altri familiari (fratello/sorella HLA compatibile) in caso di bisogno.. Se invece fosse il bambino ad ammalarsi, le sue cellule staminali raccolte alla nascita potrebbero già presentare i marcatori di malattia e quindi non utilizzabili per la terapia stessa. E'' comunque possibile l''attivazione dei Registri Internazionali dove sono disponibili oltre 450.000 unità di sangue cordonale e oltre 14.000.000 di donatori tipizzati."
< Il messaggio è stato modificato da CandiCla -- 19.4.2011 19:16:23 >
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 26.4.2011 14:53:39
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MartaRinaldi
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Ciao a tutte! Io segnalo un articolo sul tema che oltre a rendere noti i risultati dell'Ospedale Ramazzini di Carpi spiega i motivi che dovrebbero spingere alla donazione del cordone ombelicale. "Ottimi risultati per l’Ospedale Ramazzini di Carpi per la donazione del sangue del cordone ombelicale. Nel 2010 infatti la struttura ha inviato 57 cordoni alla banca regionale dei quali 24 sono stati conservati. Un numero che colloca il Ramazzini, in una speciale classifica di solidarietà, al quarto posto su 31 punti nascita dell’Emilia-Romagna (dopo l’Ospedale di Imola e i Policlinici di Reggio Emilia e Bologna) e al primo posto se consideriamo il rapporto percentuale fra sacche congelate e inviate (a Carpi la percentuale è del 42,1 per cento, rispetto a una media provinciale del 24 per cento e regionale del 20,1 per cento). Se una mamma dona il cordone ombelicale del suo neonato può salvare la vita di altri bambini. Il sangue contenuto nel cordone reciso durante il parto, infatti, contiene cellule staminali utili a curare malattie del sangue e del sistema immunitario. L'obiettivo delle strutture sanitarie è aumentare il numero di donne che fanno questa donazione ma è anche fare in modo che il sangue contenuto nel cordone, dopo aver superato rigorosi test, arrivi e venga conservato nella banca regionale del sangue cordonale per essere poi trapiantato in persone ammalate. In questa ottica sta lavorando l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Carpi che svolge da diversi anni l’attività di raccolta e che, grazie al lavoro di medici e ostetriche, ha raggiunto importanti risultati non solo da un punto di vista quantitativo ma anche qualitativo. “All’Ospedale di Carpi abbiamo lavorato, oltre che sulla sensibilizzazione delle future mamme, anche sul miglioramento delle procedure di raccolta del sangue in modo da ridurre al minimo le sacche scartate e quindi aumentare il numero di quelle effettivamente congelate presso la banca regionale” spiega il dottor Paolo Accorsi, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del Ramazzini. “In particolare, abbiamo fatto un accurato lavoro di revisione di tutti i passaggi dalla selezione delle mamme fino alla raccolta e l’invio della sacca, concentrandoci anche sugli aspetti formativi delle ostetriche che hanno un ruolo chiave nella raccolta del sangue cordonale. Un lavoro di equipe che ci ha consentito di raggiungere risultati molto lusinghieri”. Come si diventa donatrici di sangue cordonale Le donne che desiderano donare il sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partoriranno per manifestare la propria volontà alla donazione. Questa è anonima e gratuita. L’iter prevede il colloquio della futura mamma con un medico o una ostetrica per verificare che sussistano tutte le condizioni di salute necessarie alla donazione. Al momento del parto (o del taglio cesareo), dopo il taglio del cordone ombelicale, il sangue viene prelevato dalla parte del funicolo inserito sulla placenta e messo in un’apposita sacca sterile. Tutto ciò non comporta, come è facilmente comprensibile, alcun rischio né per la donna, né per il suo bimbo. Tra i 6 e i 12 mesi dopo il parto la mamma e il neonato verranno sottoposti ad ulteriori controlli necessari a confermare definitivamente l’idoneità del sangue prelevato. La donazione del sangue cordonale richiede la presenza in sala parto di personale appositamente formato e la possibilità di trasferire il sangue raccolto presso la banca di conservazione entro 36 ore dal parto." Fonte: http://www.infosalute.info/news.php?id=365&h=cordone ombelicale Marta
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 27.4.2011 11:19:54
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enrica_cv
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buongiorno ragazze, grazie per le vostre risposte. Ritengo che le informazioni che stiamo recuperando qui possano essere utili a tutte le mamme che, come me, non vorrebbero gettare il cordone, ma che non sanno come o cosa fare. Qui di seguito vi riporto il frutto delle mie ultime ricerche sul confronto tra donazione e conservazione. Un abbraccio e grazie ancora!!!! PUBBLICO In Italia sono presenti 18 biobanche pubbliche mentre negli altri paesi Europei ogni nazione ne possiede al massimo 2. Una presenza cosi massiccia nel nostro territorio, di concerto ai pochi fondi disponibili da ripartire fra le varie biobanche, ha determinato un sistema di raccolta inefficiente (spesso infatti non è possibile ad esempio donare il sangue del cordone ombelicale durante i giorni festivi o di notte) il quale non garantisce l’effettiva conservazione di tutti i campioni raccolti. PRIVATO Al contrario, il sistema privato garantisce sia la raccolta del campione sia la sua conservazione. PUBBLICO Nel sistema pubblico, la scarsità di risorse economiche ha reso molto stringenti i requisiti di ammissibilità di un campione alla crioconservazione: non è detto quindi che un campione raccolto venga effettivamente conservato. Se viene raccolto un volume di sangue non sufficiente per essere conservato in banche pubbliche, tale campione viene gettato nei rifiuti. PRIVATO Lo stesso volume di sangue, potrebbe rivelarsi indispensabile, se conservato privatamente, per salvare la vita ad un bambino in caso di applicazione autologa la quale, non dando luogo a fenomeni di rigetto, richiede un minor quantitativo di cellule rispetto a quanto necessario in un trapianto allogenico. Il decreto “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato” rilasciato dal Ministero della Salute, consente la conservazione autologa-dedicata a quelle famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche. Questa opzione riconosce l’efficacia dell’applicazione autologa delle staminali cordonali e smentisce tutte le illazioni secondo le quali la conservazione ad uso autologo non è di alcuna utilità. Non appare comunque sensato legittimare la conservazione per un utilizzo autologo solo in caso di gravi patologie; le cellule staminali del cordone ombelicale rappresentano un patrimonio biologico che dovrebbe essere sempre conservato. Data la scarsa compatibilità che intercorre tra estranei, non è detto che un campione donato ad una Banca pubblica venga trapiantato ed è quindi possibile che venga destinato alla ricerca. Tuttavia, non vi è trasparenza nel sistema pubblico nel comunicare alle famiglie donatrici quello che è l’effettivo impiego del loro campione. Ne consegue che l’ipotetico (se sarà mai trapiantato) gesto di solidarietà può considerarsi decisamente bilanciato dal diritto, sancito a livello della Comunità Europea, di conservare il campione di staminali cordonali per sé con la certezza sia della raccolta sia della disponibilità del campione al momento del bisogno. Per quanto riguarda “la disponibilità del sangue per il vs. bambino o altri familiari (fratello/sorella HLA compatibile) in caso di bisogno” bisogna precisare che tale disponibilità non è affatto garantita in quanto il campione donato potrebbe: 1- non essere stato conservato poiché non rispondente ai requisiti minimi richiesti per la crioconservazione; 2- essere stato destinato alla ricerca; 3- essere stato trapiantato in un altro paziente. Infine, in merito a “Se invece fosse il bambino ad ammalarsi, le sue cellule staminali raccolte alla nascita potrebbero già presentare i marcatori di malattia e quindi non utilizzabili per la terapia stessa”, è opportuno ricordare che le cellule staminali cordonali possono essere impiegate a scopo terapeutico nella cura di numerose patologie non solamente caratterizzate da una forte componente genetica e, a fronte di questo, sono in corso diverse sperimentazioni cliniche e precliniche in cui viene valutato l’effetto terapeutico di tali cellule sia in patologie immunomediate (come ad esempio il diabete di tipo 1) sia nell’ambito della medicina rigenerativa.
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 1.3.2012 15:29:24
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valeria67
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ciao io mi sono rivolta a InScientiaFides una banca all'estero per modo di dire perchè è a San Marino....mi sono trovata benissimo prova a chiedere info http://www.inscientiafides.com
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 1.3.2012 19:04:18
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Titti76
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Io sono per DONARLO!
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 6.3.2012 16:06:28
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ZiaTi
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assolutamente favorevole alla donazione!!!!!!! cosa che tra l'altro ho avuto anche la fortuna di poter fare come ampiamente detto sopra non c'è alcuna utilità a conservare le cellule staminali per un uso autologo perchè in caso di malattia che richieda un trapianto nessun ospedale ricorrerebbe alle stesse cellule del paziente malato essendo esse con molta probabilità già portatrici della malattia ed inoltre essendo compatiili non verrebbero riconosciute come dannose dall'organismo rendendo quindi la malattia nuovamente libera di manifestarsi. Una volta tanto che in Italia hanno fatto una legge seria e la materia è regolamentata così bene non penso sia il caso di farsi abbindolare da queste società che lucrano su queste cose, ricordiamoci che ogni cordone conservato è un donatore in meno per un paziente che ne ha bisogno.... http://www.salute.gov.it/speciali/piSpecialiNuova.jsp?id=86 invito chiunque abbia dei dubbi a leggere l'interessante e chiaro approfondimento pubblicato dal ministero della salute sul tema. baci ziati
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 23.5.2013 16:18:06
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princessina
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Ciao, io volevo donarlo ma mi sono demoralizzata perchè conosco molte persone che ci hanno provato e nemmeno una che ci è riuscita!!!mi spiace ma non voglio rischiare che una risorsa così importante vada sprecata, quindi ho deciso di conservare con una società privata che opera in Belgio
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 16.2.2017 14:53:55
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Unacoppia
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RE: cordone ombelicale: conservare o donare? 16.2.2017 14:54:40
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Unacoppia
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vedo nella lista visitatori che in questo momento qualcuno sta leggendo questa discussione
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Vostro figlio si tocca?
пеперутка16
Il mio bambino di tre anni e mezzo si tocca in continuazione e non smette. Ho provato vari modi per distrarlo, ma non funziona. Mi farebbe piacere se qualcuno che ha avuto una situazione simile potesse scrivermi e raccontarmi come l'ha risolta. Grazie.