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L`intolleranza al lattosio nei bambini

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6.3.2015

L'intolleranza al lattosio è una delle intolleranze più comuni in pediatria: non consente la corretta digestione del lattosio (cioè il principale zucchero del latte) provocando nel bambino disturbi gastrointestinali.

L`intolleranza al lattosio nei bambini

 

L'intolleranza al lattosio nei bambini
 
L'intolleranza al lattosio è una delle intolleranze più comuni in pediatria: non consente la corretta digestione del lattosio (cioè il principale zucchero del latte) provocando nel bambino disturbi gastrointestinali.
Alcuni bambini sono carenti di un enzima (lattasi) che digerisce il principale zucchero presente nel latte, il lattosio.
L'intolleranza al lattosio va distinta dall'allergia alle latte vaccino che è invece causata da una reazione anomala del sistema immunitario dell’individuo con la produzione spesso di anticorpi anomali verso le proteine del latte vaccino e non verso lo zucchero.
L'intolleranza al lattosio può comparire a qualunque età, anche nel bambino. In genere gli esseri umani hanno la lattasi quando sono neonati e bambini, ma tendono a perderla con la crescita: l'attività dell'enzima è massima nel lattante, ma tra i 2 e i 12 anni tende a ridursi progressivamente nel 75% delle persone.
Raramente si può avere un deficit congenito di lattasi, mentre più frequentemente si può assistere al progressivo declino dell'attività di questo enzima che si manifesta con incidenza crescente dall'età prescolare a quella adulta.   
I sintomi più comuni dell'intolleranza al lattosio sono:
- dolori addominali di tipo crampiforme
- meteorismo intestinale
- diarrea
- in rari casi è anche presente perdita di peso e malnutrizione
La gravità della sintomatologia dipende dalla quantità di lattosio che ogni individuo riesce tollerare. Molto spesso i sintomi, soprattutto i dolori addominali e la diarrea, compaiono poco dopo l'assunzione di alimenti contenenti lattosio.
Molto spesso una storia clinica accurata che mette in evidenza un rapporto di causa-effetto tra assunzione di lattosio e comparsa dei sintomi è già sufficiente per porre diagnosi di intolleranza al lattosio.
Nei casi dubbi il test che ci permette di fare diagnosi di certezza è il breath test al lattosio. È un test di semplice esecuzione: consiste nel far soffiare il paziente (deve essere a digiuno) dentro un speciale palloncino.
Si fa bere poi al bambino una quantità definita di lattosio (calcolata in rapporto al peso del bambino). Quindi il bambino dovrà soffiare, sempre dentro lo speciale palloncino, ogni 30 minuti per le tre ore successive.
Il respiro così raccolto viene esaminato da una macchina che valuta nel respiro il contenuto di idrogeno proveniente dalla fermentazione del lattosio non digerito che rimane nel lume intestinale.
Se nel respiro raccolto dopo l'assunzione di lattosio, il contenuto di idrogeno è molto superiore a quello presente nel respiro raccolto prima di aver bevuto il lattosio, vuol dire che il paziente è intollerante al lattosio. In questo caso nelle ore successive al test si potranno osservare dolori addominali transitori e alcune scariche di diarrea che confermano la diagnosi.
Attualmente esistono apparecchi per lattanti che permettono di effettuare il test anche ai bambini più piccoli.
Il trattamento consiste in una dieta che escluda cibi contenenti lattosio e quindi principalmente latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte.  Bisogna stare molto attenti alle fonti "nascoste" di lattosio in quanto tale sostanza è usata frequentemente come additivo soprattutto nel prosciutto cotto, nelle salsicce e negli insaccati in genere.
Anche molti cibi precotti e alcuni tipi di pane in cassetta possono contener lattosio. Si consiglia di legger sempre bene le etichette.
Di solito è consigliabile evitare di assumere all'inizio della dieta anche piccoli quantitativi di lattosio per verificare la scomparsa dei sintomi. Una volta stabilito che effettivamente tutti i disturbi presenti sono scomparsi con l'eliminazione del lattosio dalla dieta, ogni individuo può provare ad assumere dosi sempre crescenti di lattosio per verificare il limite della propria tolleranza.
Si ricorda che molto spesso il deficit di lattasi è solo parziale e che la quantità di lattosio tollerata varia da individuo ad individuo e può modificarsi nel tempo.
Come sostitutivi del latte vaccino si possono usare, a seconda delle diverse forme cliniche, i latti a ridotto contenuto di lattosio o a base di proteine vegetali (soia, riso, mandorle ecc.). Sono disponibili inoltre prodotti a base dell'enzima lattasi, per ridurre i sintomi in caso di trasgressione alla dieta. 


Alcuni bambini sono carenti di un enzima (lattasi) che digerisce il principale zucchero presente nel latte, il lattosio.
L'intolleranza al lattosio va distinta dall'allergia alle latte vaccino che è invece causata da una reazione anomala del sistema immunitario dell’individuo con la produzione spesso di anticorpi anomali verso le proteine del latte vaccino e non verso lo zucchero.
L'intolleranza al lattosio può comparire a qualunque età, anche nel bambino. In genere gli esseri umani hanno la lattasi quando sono neonati e bambini, ma tendono a perderla con la crescita: l'attività dell'enzima è massima nel lattante, ma tra i 2 e i 12 anni tende a ridursi progressivamente nel 75% delle persone.
Raramente si può avere un deficit congenito di lattasi, mentre più frequentemente si può assistere al progressivo declino dell'attività di questo enzima che si manifesta con incidenza crescente dall'età prescolare a quella adulta.   

I sintomi più comuni dell'intolleranza al lattosio sono:

  • dolori addominali di tipo crampiforme
  • meteorismo intestinale
  • diarrea
  • in rari casi è anche presente perdita di peso e malnutrizione

 

La gravità della sintomatologia dipende dalla quantità di lattosio che ogni individuo riesce tollerare. Molto spesso i sintomi, soprattutto i dolori addominali e la diarrea, compaiono poco dopo l'assunzione di alimenti contenenti lattosio.
Molto spesso una storia clinica accurata che mette in evidenza un rapporto di causa-effetto tra assunzione di lattosio e comparsa dei sintomi è già sufficiente per porre diagnosi di intolleranza al lattosio.

Nei casi dubbi il test che ci permette di fare diagnosi di certezza è il breath test al lattosio. È un test di semplice esecuzione: consiste nel far soffiare il paziente (deve essere a digiuno) dentro un speciale palloncino. Si fa bere poi al bambino una quantità definita di lattosio (calcolata in rapporto al peso del bambino). Quindi il bambino dovrà soffiare, sempre dentro lo speciale palloncino, ogni 30 minuti per le tre ore successive. Il respiro così raccolto viene esaminato da una macchina che valuta nel respiro il contenuto di idrogeno proveniente dalla fermentazione del lattosio non digerito che rimane nel lume intestinale. Se nel respiro raccolto dopo l'assunzione di lattosio, il contenuto di idrogeno è molto superiore a quello presente nel respiro raccolto prima di aver bevuto il lattosio, vuol dire che il paziente è intollerante al lattosio. In questo caso nelle ore successive al test si potranno osservare dolori addominali transitori e alcune scariche di diarrea che confermano la diagnosi.
Attualmente esistono apparecchi per lattanti che permettono di effettuare il test anche ai bambini più piccoli.

Il trattamento consiste in una dieta che escluda cibi contenenti lattosio e quindi principalmente latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte.  

Bisogna stare molto attenti alle fonti "nascoste" di lattosio in quanto tale sostanza è usata frequentemente come additivo soprattutto nel prosciutto cotto, nelle salsicce e negli insaccati in genere. Anche molti cibi precotti e alcuni tipi di pane in cassetta possono contener lattosio.
Si consiglia di legger sempre bene le etichette.

Di solito è consigliabile evitare di assumere all'inizio della dieta anche piccoli quantitativi di lattosio per verificare la scomparsa dei sintomi. Una volta stabilito che effettivamente tutti i disturbi presenti sono scomparsi con l'eliminazione del lattosio dalla dieta, ogni individuo può provare ad assumere dosi sempre crescenti di lattosio per verificare il limite della propria tolleranza.Si ricorda che molto spesso il deficit di lattasi è solo parziale e che la quantità di lattosio tollerata varia da individuo ad individuo e può modificarsi nel tempo.

Come sostitutivi del latte vaccino si possono usare, a seconda delle diverse forme cliniche, i latti a ridotto contenuto di lattosio o a base di proteine vegetali (soia, riso, mandorle ecc.). Sono disponibili inoltre prodotti a base dell'enzima lattasi, per ridurre i sintomi in caso di trasgressione alla dieta. 

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