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La disfertilità maschile

Miobambino, 10.5.2010
L’infertilita maschile (più generalmente detta disfertilità) è l’incapacita di concepire e riprodursi. Quali possono essere le cause e i fattori di rischio?

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L’infertilità o più generalmente la disfertilità è l’incapacità di concepire (riprodursi) nell’arco di un anno di rapporti non protetti, ovviamente centrati nei giorni opportuni del ciclo femminile. Ove l’evento fecondante non avvenga in tale arco di tempo la coppia deve prendere in considerazione la presenza di problemi relativi al grado di fertilità, poiché la maggioranza della popolazione è in grado di realizzare l’obbiettivo nell’arco di un anno.


Le cause

Nell’uomo le ragioni della disfertilità temporanea o permanente sono relative a disordini ormonali, malattie generali, traumi e/o ostruzioni delle strutture riproduttive, disfunzioni sessuali e, sempre più spesso, processi infiammatori prostatici e/o pelvici. Alcune di tali ragioni diventano tanto più lunghe e difficili da trattare e risolvere quanto più a lungo rimangono ignorate, sottovalutate e non trattate adeguatamente.
L’incidenza della disfertilità nella popolazione generale riguarda
circa il 30% delle coppie e circa la metà di questo problema è dovuto a questioni genitali maschili, spesso e soprattutto per la trascuratezza sopracitata molti uomini rischiano di perdere definitivamente la loro capacità fertile, ove invece il precoce riconoscimento dei problemi, anche in soggetti molto giovani, può riportare con le oppurtune terapie ricostitutive alla normalità in tempi ragionevoli ed in modo stabile.


La produzione dello sperma

Lo sperma è costituito dalla parte cellulare, gli spermatozoi. e dalla parte liquida, il secreto prostato-vescicolare. Esso pertanto dipende dall’attivita di produzione degli spermatozoi nei tubuli seminiferi dei testicoli e del liquido spermatico da parte della prostata coadiuvata dalle vescicole seminali.
Nei tubuli una serie di divisioni cellulari porta le cellule germinali a maturare verso la formazione degli spermatozoi maturi che poi vengono rilasciati, previa eliminazione di quelli difettosi da parte delle componenti dell’epididimo, nel dotto deferente che li veicola verso la prostata dove si uniscono al liquido spermatico. La loro maturazione forma cellule con metà del patrimonio genetico (23 cromosomi) e richiede circa 70 giorni attraverso 6 fasi di circa 16 giorni ciascuna Ogni spermatozoo possiede una lunga coda che gli consente di nuotare con adeguata rapidità e di moto rettilineo (il moto necessario per raggiungere l’uovo e fecondarlo): l’energia è fornita da un set di mitocondri, posti tra la testa e la coda, che consumano fruttosio covertito in piruvato per produrre il necessario ATP (il vero carburante del motore).
La prostata provvede, coadiuvata dalle vescicole seminali, a secernere il liquido necessario per mantenere in buona salute e motilità gli spermatozoi, a eliminare gli spermatozoi invecchiari ovvero che siano stati rilasciati da più di 30 ore, protegge i testicoli dalle infezione e dagli agenti tossici. Il volume del secreto dipende dall’idratazione generale, dalla durata e dall’intensità dello stimolo sessuale, dalla buona circolazione ematica pelvica, dalla capacità secretiva della prostata.
Le due funzioni citate dipendono da diversi fattori, tra cui l’adeguata ed equilibrata nutrizione ed idratazione, dall’equilibrato stile di vita (stress mantenuto a livelli minimi), dal basso o meglio nullo introito di sostanza tossiche, dall’equilibrio dell’asse ipotalamico-ipofisario-testicolare.


Le cause ed i fattori di rischio della disfertilità

Le principali ragioni della disfertilità sono connesse con la produzione dello sperma e la sua emissione. Possono sussistere disfunzioni ormonali, malattie varie e spesso processi infiammatori locali, alterazioni strutturali e traumi dell’apparato genitale.
In ordine di frequenza le cause ed i fattori di rischio sono:

  • Prostatiti: il processo infiammatorio altera la qualità del secreto prostatico e probabilmente induce inibizione sull’attività testicolare di produzione degli spermatozoi
  • Malattie a trasmissione sessuale: i microrganismi possono interferire con la vitalità e la produzione degli spermatozoi, nonché con la qualità del secreto prostatico e vescicolare, la reazione immunitaria ad essi può indurre danni alla struttura degli spermatozoi ed alla funzione prostatico-vescicolare.
  • Malattie sistemiche: febbre, infezioni, malattie renali, alterazioni metaboliche ed immunitarie possono alterare le due funzioni necessarie alla fertilità.
  • Varicocele: l’alterazione indotta dei flussi vascolari peritesticolari e pelvici può alterare la capacità funzionale della prostata e dei testicoli.
  • Criptorchidismo: la mancanta discesa nello scroto dei testicoli che induce la perdita della funzione produttiva degli spermatozoi
  • Disfunzioni ormonali: i disordini della regolazione ipotalamico-ipofisario-testicolare altera gli equilibri necessari alla stimolazione ormonale degli organi produttori; tali disordini possono essere dovuti a fattori endogeni e talvolta all’azione di alcuni farmaci.
  • Farmaci: oltre quelli interferenti con la regolazione ormonale, altri farmaci hanno azioni tossiche più o meno dirette, soprattutto nelle assunzioni a medio-lungo periodo.
  • Ejaculazione retrograda: alcune disfunzioni motorie del collo vescicale o a seguito di interventi su di esso, l’ejaculazione può essere riversata nella vescica anziché avere la sua naturale espulsione all’esterno.
  • Traumi testicolari e cancro testicolare: il danno indotto altera la funzione produttiva degli spermatozoi o la loro emissione verso il dotto deferente.
  • Ostruzioni dei dotti deferenti ed ejaculatori: microtraumi, infezioni, infiammazioni, malformazioni, possono indurre l’occlusione dei dotti impedendo la migrazione degli spermatozoi verso l’uretra prostatica.
  • Malattie geniche: alcune malattie a causa delle alterazioni metaboliche indotte portano a alterazioni testicolari o delle strutture coinvolte impedendo la produzione di spermatozoi e la loro emissione.
  • Anticorpi prodotti nella via maschile o femminile possono paralizzare gli spermatozoi impedendo loro di nuotare verso la loro destinazione.


Tutte queste cause e fattori si possono anche combinare tra loro soprattutto perché spesso sono trascurate anche per anni o trattate male o in modo insufficiente, in particolare le prostatiti nei soggetti più giovani.

 

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