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Il pianto del neonato

Dr. Agostino Mangiaracina, 4.5.2010
Il pianto è la principale modalità del neonato per esprimere i propri bisogni ed è la naturale reazione a qualsiasi stimolo lo disturbi dalla sua quiete: fame, sonno, bisogno di urinare o scaricarsi, rabbia.

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All’inizio il bambino non ha ancora imparato ad esprimersi ed il suo pianto può essere difficile da capire e mette a volte a dura prova i nervi anche della madre più paziente.

Non ci si deve preoccupare né irritare: con il tempo si imparerà a conoscersi reciprocamente e diventerà facile capire quando il pianto vuol dire fame, rabbia, dolore o desiderio di contatto.
 
Con il passare delle settimane il bambino sarà più grosso e più forte e resterà sveglio più a lungo durante la giornata.
 
Sarà sempre più attento e ricettivo verso gli stimoli dell’ambiente e quindi a volte anche più irritabile.
 
Irritabile anche per gli stimoli, imperiosi e perentori, che vengono dall’interno del corpo: la fame, ma anche la pancia troppo piena, la difficoltà a digerire e così via.
E tanto più il bambino è piccolo, tanto più tende a reagire soprattutto agli stimoli che vengono dall’interno del corpo.
 
Può essere allora che, a giorni, pianga più spesso e più forte, talvolta più di frequente nel tardo pomeriggio o alla sera, e che sia meno facile consolarlo: il neonato è ora diventato molto più sveglio, reattivo, irritabile, ma ancora poco capace di calmarsi, di entrare in relazione con il mondo esterno.
È la cosiddetta colica gassosa.
 
Con la fine del secondo mese però, ecco che qualcosa cambia: l’attenzione centrata dapprima solo sul mondo interno può ora spostarsi verso l’esterno. Il bambino riconosce la mamma e il papà, sorride loro.
Ecco che l’eccitazione che poteva scaricarsi prevalentemente con grida e movimenti scomposti, può ora trovare una via di sfogo nella presenza riconosciuta della mamma, nei primi tentativi di scambio vocale, di gesti.
 
La colica appunto denominata "del terzo mese" tende ormai a scomparire spontaneamente col crescere del bambino.
 
Se pensiamo alla colica come ad una crisi di sovraeccitazione, ecco allora che possiamo intuire che la prevenzione consiste nell’evitare ciò che può disturbare il bambino e nel fare tutto ciò che sembra aiutarlo a restare tranquillo: coccole, ciuccio, etc. In questo lasciarsi tranquillamente guidare dall’intuito materno.
In caso di coliche particolarmente intense possono essere di aiuto alcuni rimedi consigliati dal pediatra di fiducia.
 
Tratto da: www.gravida.org, con il gentile permesso del Dr. Liverani

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