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Come mangiare prima della gravidanza

Miobambino, 7.7.2012
Se state progettando una gravidanza preparatevi cambiando le vostre abitudini alimentari: vitamine, ferro, e iodio sono preziosi alleati per il benessere di mamma e bambino

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A volte tra il momento in cui si decide di avere un bambino e quello in cui si rimane incinta può trascorrere molto tempo. Un periodo di attesa che possiamo sfruttare al meglio curando la nostra alimentazione.

Sappiamo bene che l'alimentazione nei nove mesi di gravidanza è specifica, ma spesso ci dimentichiamo di preparare il terreno!

Fin dai primi giorni della gravidanza il feto attinge l'energia e i nutrienti necessari per il suo sviluppo.

Eppure talvolta occorrono parecchi mesi perché una donna riesca a costruire buone riserve di minerali e vitamine.

Per portare a termine i nove mesi successivi, è consigliabile gettare basi alimentari sane e controllare gli apporti di acido folico, ferro e iodio, tre nutrienti generalmente carenti nell'alimentazione femminile, il cui fabbisogno aumenta durante la gravidanza.

Per prima cosa, occorre verificare che questi nutrienti siano presenti nel contesto di una sana alimentazione.

Meglio quindi parlarne con il tuo medico, che potrà individuare eventuali carenze prima della gravidanza e darti i consigli giusti per porvi rimedio.

 

L’importanza dell’acido folico

La vitamina B9, o acido folico, è estremamente importante, in quanto la sua carenza durante la gravidanza determina gravi malformazioni fetali.

Sono molti i medici a proporre l'assunzione di supplementi dietetici appena scoperta la gravidanza.

Sfortunatamente, però, spesso è troppo tardi.

Bisogna calcolare circa 4 mesi, infatti, per costruire le riserve di vitamine B9, ma è nelle prime settimane di gestazione che il feto ha bisogno di questi folati.

Quindi è nel momento stesso in cui si decide di avere un bambino che è necessario controllare i propri apporti di B9 e continuare a monitorarli per tutta la gravidanza.

Una volta incinta, il fabbisogno giornaliero sale a 400 microgrammi.

Sono le insalate, la verdura fresca (in particolare in foglia), i formaggi erborinati (tipo gorgonzola) e le uova ad apportare il maggior quantitativo di folati.

Per evitare queste carenze in gravidanza, è sistematico ricorrere a un'integrazione di folati non appena si avverte il desiderio di concepire un figlio, proseguendo fino al termine del primo trimestre.

 

Le riserve di ferro

Oltre il 23% delle donne in età fertile non dispone di riserve di ferro.

Apporti insufficienti di questo minerale non producono conseguenze sul bambino, ma possono gravemente alterare il benessere della futura mamma.

La natura pensa a tutto: serve prima il piccolo e poi, se le scorte sono sufficienti, anche la mamma.

Se quest'ultima non dispone di riserve sufficienti di ferro, rischia l'anemia, che si manifesta con una debolezza diffusa, una caduta delle difese immunitarie e un enorme senso di spossatezza.

Ma non appena gli apporti di ferro rientrano nella norma, tutto torna a posto.

Durante la gravidanza il ferro beneficia di una migliore biodisponibilità, infatti viene assorbito da 3 a 9 volte meglio che in condizioni normali.

Talvolta il fabbisogno è addirittura doppio!

Il ferro più facilmente assorbibile è presente nelle carni rosse (in particolare nel fegato), ma lo si trova anche nelle verdure fresche, nei legumi secchi e nei cereali.

Per ottimizzarne l'assimilazione è opportuno associarlo alla vitamina C.

 

Lo iodio

La carenza di iodio può comportare problemi alla tiroide, in particolare con la comparsa di un piccolo gozzo.

In gravidanza la carenza tale carenza puó essere causa di ritardi nello sviluppo cognitivo del bambino.

Per fortuna i casi più gravi sono scomparsi: in passato, infatti, i neonati soffrivano di cretinismo, una patologia mentale irreversibile provocata dalla scarsità di ormoni tiroidei durante la vita fetale o nei primi mesi dopo la nascita, simile alla debilità mentale.

Il fabbisogno di iodio aumenta durante la gravidanza, passando da 150 a 200 microgrammi al giorno.

I frutti di mare (ostriche, cozze) ne sono ricchissimi, ma lo iodio si nasconde anche in prodotti di uso piú comune come latte, yogurt e uova, che ne sono una fonte eccellente.

Poiché lo iodio stimola la crescita, gli allevatori di vacche e galline lo utilizzano sotto forma di complemento alimentare, il che spiega perché lo si ritrovi negli alimenti ricavati da questi animali.

Per quanto riguarda il latte bio, il tenore di iodio è più basso, perché in questo tipo di agricoltura l'utilizzo di complementi alimentari è generalmente ridotto, se non del tutto eliminato.

Ciò nonostante, il materiale di mungitura viene disinfettato con lo iodio, facendo sì che anche il latte bio contribuisca in piccola misura agli apporti di iodio.

Infine, l'utilizzo di sale da tavola arricchito di iodio permette di completarne l'apporto.

 

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