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Trattamento dell’obesità essenziale

4.5.2010
L’obiettivo dell’intervento sull’obesità infantile è la regolazione del peso corporeo e della massa grassa mediante un intervento adeguato dal punto di vista sia antropometrico che psicologico.

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ATTIVITA' FISICA
 
La riduzione della sedentarietà e il potenziamento dell’attività fisica sono elementi integranti della prevenzione e del trattamento dell’obesità. Tutti i protocolli di trattamento devono per tali motivi prevedere attività fisica praticata con regolarità.
L’esercizio fisico di per sé è potenzialmente in grado di indurre calo ponderale in quanto comporta un aumento del costo energetico sia durante la pratica dell’esercizio sia nel periodo immediatamente successivo (debito di ossigeno).
E’ quindi necessario affrontare tale aspetto con l’obiettivo principale di spingere il paziente e la sua famiglia a ridurre le occasioni di sedentarietà e possibilmente a dedicare da 45 a 60 minuti al giorno, anche non continuativi, ad un’attività aerobica di media intensità che induce la maggior utilizzazione di lipidi.
L’operatore non dovrebbe proporre direttamente le attività fisiche e sportive ma cercare di sapere dal bambino ciò che gli piace o ciò che gli potrebbe interessare. L’esercizio più semplice ed economico, e certamente non meno efficace, è il cammino. Un’ora di cammino ad una velocità moderata (4 km/ora) in piano comporta un dispendio energetico quasi tre volte superiore a quello ottenibile passando lo stesso tempo guardando la tv. Altri esercizi di tipo aerobico, soprattutto bicicletta e nuoto, sono particolarmente consigliati, in special modo se la massa ponderale è elevata.
 
ALIMENTAZIONE
 
Se la prevenzione fallisce, è opportuno indirizzare ogni bambino di età superiore a 3 anni in sovrappeso ad un trattamento dietetico personalizzato che necessariamente dovrà tenere conto dell'età, del sovrappeso e delle condizioni cliniche e psicologiche.
La precocità del trattamento incrementa le possibilità di successo perché con il crescere dell'età aumentano sia il rischio che l'obesità persista in età adulta, sia la difficoltà di ottenere equilibrate modificazioni delle abitudini nutrizionali, specie in un adolescente. Con l'età, infatti, aumenta la neofobia che contribuisce a rendere più difficile la disponibilità dei giovani a nuovi sapori e alimenti.
Un intervento precoce, inoltre, si pone come obiettivo la prevenzione delle complicanze. E’ opportuno coinvolgere non solamente il paziente ma l'intera famiglia e tutti quelli che si prendono cura del bambino, allo scopo di promuovere cambiamenti ambientali essenziali per un successo che duri nel tempo.
Se i bambini o ragazzi non sono pronti per modificazioni nutrizionali o di stile di vita, potrebbe essere opportuno rimandare il trattamento o inviare l'intera famiglia ad un colloquio motivazionale e/o supporto psicologico.
I genitori devono essere informati che l'obiettivo principale della terapia dell'obesità in età evolutiva è quello di ottenere cambiamenti comportamentali permanenti, non rapidi cali ponderali mediante diete di breve durata.
Uno dei principi della prevenzione e del trattamento del bambino affetto da obesità moderata e quindi della maggior parte dei casi di obesità è fondata sull’educazione e soprattutto sulla scelta qualitativa degli alimenti.
Il motto potrebbe essere: a buona qualità corrisponde corretta quantità.
La terapia dietetica si pone non solo l’obiettivo di ridurre il grado di obesità, ma anche di educare ad una dieta equilibrata e ad una vita attiva. E’indispensabile che chi prescrive un trattamento dietetico tenga conto dei fabbisogni nutrizionali di macro e micronutrienti alle diverse età ed eviti il rischio di malnutrizione o di comparsa di disturbi del comportamento alimentare.
 
OBIETTIVI
 
Il trattamento dell’obesità essenziale in età evolutiva deve tendere ad incidere positivamente ed in modo persistente su alimentazione, comportamento ed attività fisica del bambino e quindi i programmi terapeutici non possono prescindere dal prevedere un intervento a ciascuno dei tre livelli. Per quanto riguarda la terapia dietetica dell’obesità essenziale i suoi scopi possono essere sintetizzati nei seguenti punti:
 
* riduzione del sovrappeso e raggiungimento di un nuovo equilibrio fra spesa energetica ed apporto calorico (mediante il potenziamento dell’attività fisica e la modificazione persistente di stile di vita ed abitudini nutrizionali), che non significa il raggiungimento del peso ideale
* mantenimento della massa magra, in particolare della massa muscolare che rappresenta il compartimento corporeo metabolicamente attivo, in grado di incidere positivamente sul metabolismo basale e, di conseguenza, sulla spesa energetica totale
* riduzione della massa grassa
* mantenimento di ritmi di accrescimento adeguati
* raggiungimento di un corretto rapporto fra peso e statura
* corretta nutrizione con ripartizione adeguata in nutrienti e scelta di alimenti capaci di indurre elevato senso di sazietà
* mantenimento dell’equilibrio staturo-ponderale raggiunto
* prevenzione delle complicanze dell’obesità.
 
Per ottenere un corretto e duraturo rapporto tra peso e statura, il programma terapeutico deve riuscire a modificare in modo radicale le abitudini nutrizionali e di vita del bambino e della sua famiglia con una vera e propria azione educativa.
Il coinvolgimento e la collaborazione di tutta la famiglia, quindi, sono presupposti fondamentali per il successo della terapia impostata.
I dati riportati in letteratura dimostrano inoltre che, per ottenere risultati a lungo termine, è necessario un intervento qualificato, impegnativo e costante.
Il monitoraggio clinico nel tempo è indispensabile per la valutazione dell'adeguatezza dell'approccio terapeutico prescelto. In caso di obesità di grado medio e in assenza di complicanze si consiglia che la riduzione del sovrappeso venga
ottenuta mantenendo il peso del bambino invariato per alcuni mesi mediante educazione nutrizionale verso una alimentazione equilibrata.
 
In caso di obesità severa o in presenza di complicanze può essere opportuno cercare di ottenere un calo di peso mediante l’educazione nutrizionale associata a dieta ipocalorica bilanciata.
 
Al fine di scegliere l' approccio più opportuno, è importante valutare:
 
* rischio cardiovascolare, mediante una accurata anamnesi familiare
* età del bambino
* esame obiettivo completo
* entità del sovrappeso
* presenza di complicanze relative all’obesità o aumentato rischio di loro comparsa per familiarità positiva
* presenza e gravità di eventuali disturbi del comportamento alimentare (DCA)
* abitudini nutrizionali
* abitudini di vita (attiva o sedentaria).
 
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