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Gravidanza: il diabete gestazionale

27.1.2011
Che cos'è il diabete gestazionale? Quali sono i suoi effetti sulla gravidanza e sul parto? È possibile tenerlo sotto controllo?

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Che cos'è il diabete gestazionale?

È una malattia nella quale il corpo non produce una quantità sufficiente di insulina o non la utilizza come dovrebbe. L'insulina è un ormone che bilancia la quantità di glucosio nel sangue trasferendolo alle cellule che lo utilizzano come "nutrimento".

 

In gravidanza gli ormoni prodotti dalla placenta possono modificare la normale azione dell'insulina, aggravando un diabete preesistente o facendo insorgere quella patologia definita diabete gestazionale.

Il rischio che si manifesti aumenta comunque con l'età materna, se vi sono uno o più familiari con diabete o se coesiste obesità.

Il diabete gestazionale scompare dopo la nascita del bambino, ma costituisce un fattore di rischio per sviluppare il diabete negli anni successivi.

Esso può insorgere anche in assenza di fattori predisponenti e per tale motivo esiste la consuetudine di sottoporre ad esami per il diabete tutte le donne in gravidanza.

 

Effetti sulla gravidanza

Il rischio di problemi durante la gravidanza è maggiore quando il diabete non è ben compensato (cioè se la glicemia persiste elevata per molto tempo).

 

I problemi che potrebbero insorgere sono:

  • Difetti congeniti: difetti cardiaci, problemi renali e difetti spinali, più frequentemente nei bambini di donne in cui il diabete non era ben compensato prima della gravidanza.

  • Macrosomia: il bambino risulta più grosso rispetto alla norma, in quanto le sue cellule sono state ipernutrite dall'eccesso di zuccheri presenti nel sangue; ciò comporta dei problemi al momento del parto, ad esempio nel momento della fuoriuscita delle spalle del bambino.

  • Ritardo di crescita fetale: dovuto ad insufficienza della funzionalità placentare, che si verifica quando il diabete ha già dato danni a livello vascolare anche placentare.

  • Preeclampsia: comporta un aumento della pressione arteriosa, con problemi per la mamma e per il feto, con necessità di ricoveri durante la gravidanza; se severa può portare anche ad attacchi epilettici e può richiedere la nascita prematura del bambino (v.Ipertensione in gravidanza).

  • Polidramnios: si tratta di un eccesso di liquido amniotico nel sacco che circonda il feto e può portare all'insorgenza di travaglio e di parto prematuri.

  • Infezioni delle vie urinarie: possono non accompagnarsi a sintomi, ma se non trattate possono coinvolgere i reni della madre.

  • Sindrome da distress respiratorio: è una forma di immaturità polmonare del feto, per cui possono esserci delle difficoltà respiratorie dopo la nascita.

 

Cosa fare?

Se esiste un diabete prima della gravidanza, bisognerebbe tentare di arrivare ad una situazione di compenso prima di iniziare la gravidanza, in quanto è molto importante avere un buon livello di glicemia nelle prime settimane di gestazione, cioè quelle in cui iniziano a svilupparsi gli organi del feto e che spesso possono precedere la consapevolezza della gravidanza.

 

Gli esami per il diabete gestazionale

Curva glicemica breve o minicarico di glucosio: viene eseguito in genere tra la 24a e la 28a settimana di gestazione: viene prelevato un campione di sangue a digiuno e un altro un'ora dopo aver bevuto una soluzione zuccherina.

 

Se dai prelievi risultano dei livelli elevati di zucchero, si procede ad eseguire un test simile ma che prevede più prelievi di sangue e che dà una diagnosi certa di diabete (curva glicemica standard).

Se si diagnostica un diabete gestazionale (almeno due valori della curva glicemica standard devono risultare oltre i limiti), si rende necessario almeno un ricovero ospedaliero per valutare l'andamento delle glicemie ogni tre ore (curva glicemica nictemerale).

Alcuni medici sottopongono tutte le donne in gravidanza al primo test, altri ritengono opportuno farlo solo in pazienti con fattori di rischio.

 

Monitoraggio del diabete in gravidanza

Sotto consiglio medico, verranno eseguiti dei controlli più ravvicinati della glicemia assieme ai normali prelievi di sangue; potrebbe, inoltre, essere consigliato dal ginecologo un controllo più frequente con degli apparecchi che consentono di misurare la glicemia a domicilio e più volte nell'arco della giornata, in modo da avere un controllo stretto del compenso del diabete.

Tutto ciò consente di adottare comportamenti adeguati: può essere modificata la dieta e va adottata una regolare attività fisica.

Se ciò non è sufficiente, va iniziata una terapia insulinica con dosaggi che possono essere modificati in base all'andamento delle glicemia, sempre sotto controllo medico.

 

Nei casi di diabete precedente l'inizio della gravidanza trattato con farmaci per bocca (ipoglicemizzanti orali) sarà sospesa la precedente terapia (che può comportare dei danni al feto) e sostituita con quella insulinica.

Un'attenzione particolare sarà adottata per controllare ecograficamente la crescita del bambino: se si sospetta una crescita accelerata ed eccessiva per l'età gestazionale si intensificano i controlli ecografici.

 

Il parto

In genere avviene spontaneamente nei tempi normali.

Se insorgono delle complicazioni come quelle sopra descritte, potrebbe essere necessario indurre il parto prima del termine.

Dopo il parto il bambino potrebbe aver bisogno di essere seguito in un reparto di neonatologia, per controllare i livelli della glicemia, l'instaurarsi di un ittero neonatale (colorazione gialla della cute), problemi respiratori (sindrome da distress respiratorio).

Il diabete non compromette la possibilità di allattare, ma in tal caso bisogna continuare a controllare i livelli della glicemia durante tutto il periodo dell'allattamento.

 

Dopo il parto il bisogno di assunzione di insulina cambia, fino a non essere più necessaria nel caso di diabete gestazionale.

Se il diabete ha comportato un eccessivo aumento di peso, va stabilito dopo il parto un programma dietetico e di esercizio fisico per tornare ad un peso ideale, che aiuterà, se seguito nel tempo, a prevenire il rischio di sviluppare il diabete in età successive.

Tenendo conto, però, della possibilità di sviluppare il diabete in futuro, va sempre comunicato ai medici di famiglia l'instaurarsi di diabete in gravidanza, programmando anche dei periodici esami per questa malattia.


foto: Andres Rodriguez

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