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Definizione di obesità in età pediatrica

4.5.2010
L’obesità può essere definita come un eccesso di tessuto adiposo in grado di indurre un aumento significativo di rischi per la salute (malattie cardiovascolari, pressione alta, diabete, ipercolesterolemia).

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Attualmente, per la definizione di obesità si tende a sostituire il criterio del sovrappeso pari o superiore al 20% rispetto al peso ideale calcolato in base alla statura, la valutazione sia nel bambino che nell’adulto del Body Mass Index (BMI) che si calcola dividendo il peso (espresso in kg) per la statura (espressa in metri) elevata al quadrato.
 
Se per l’adulto i valori di BMI sono stati correlati al rischio di sviluppo di una patologia a livello cardiovascolare, per il bambino non esiste un valore soglia tra normalità e sovrappeso valido per ogni età.
 
Per la diagnosi di obesità sono disponibili le seguenti tabelle di riferimento:
1. tabelle nazionali:
* elaborate dalla Società Italiana di Diabetologia ed Endocrinologia Infantile (SIEDP). Cacciari E, Dilani S, Balsamo A, Dammacco F, De Luca F, Chiarelli F, Pasquino AM, Tonini G, Vanelli M. Italian cross-sectional growth charts for height,weight and BMI (6-20y) European J Clin Nutr 2002;56:171-180
* Luciano A, Bressan F, Zoppi G. Body mass index reference curves for children aged 3-19 y from Verona, Italy. Eur J Clin Nutr 51,6-10.
 
 2. tabelle internazionali:
* elaborate dall’International Obesity Task Force (IOTF). ColeTJ, Bellizzi C, Flegal KM, Dietz WH Establishing a standard definition for child overweight and obesity worldwide: International survey. BMJ 2000;320:1240-1243 (vedi fig. 1 ).
 
Il calcolo del valore di BMI è raccomandato ad ogni controllo clinico.
 
EPIDEMIOLOGIA
 
Nei Paesi a più elevato tenore socio-economico l’obesità essenziale rappresenta il “problema nutrizionale”. In Italia la prevalenza (36%) di sovrappeso ed obesità risulta la più elevata d’Europa. Nelle regioni meridionali la prevalenza dell’obesità risulterebbe più elevata soprattutto nei maschi rispetto alle femmine. I risultati di un’indagine promossa dal Ministero della Salute indicano che all’età di 9 anni in città campione di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria il 23,9% dei bambini è in soprappeso ed il 13,6% è obeso. Anche questa indagine conferma la più elevata prevalenza di obesità nelle regioni del sud (16% a Napoli) rispetto al nord (6.9% a Lodi).
 
Per l’elevata prevalenza e per l’importanza delle complicanze si rende necessario fornire gli strumenti per individuare i soggetti a rischio di sviluppo di obesità e stilare delle raccomandazioni che permettano ai pediatri, coadiuvati da altri operatori sanitari (dietisti, nutrizionisti e psicologi) di trattare correttamente i bambini affetti da obesità essenziale.
 
RISCHIO DI OBESITA’
 
Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l’età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell’eccesso ponderale.
Fra i bambini obesi in età prescolare, dal 26 al 41% è obeso da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69%.
Nell’insieme, il rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte rispetto ai bambini non obesi. La percentuale di rischio sale al 83% per gli adolescenti obesi.
L’avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più importante per la comparsa dell’obesità in un bambino.
Un altro aspetto recentemente studiato, collegato allo sviluppo di obesità infantile, è l’adiposity rebound.
 
Nella popolazione generale in età pediatrica, dopo l’età di un anno, i valori di BMI diminuiscono per poi stabilizzarsi e riprendere ad aumentare mediamente solamente dopo l’età di 5-6 anni. L’età alla quale si raggiunge il valore minimo prima dell’aumento fisiologico del BMI si chiama adiposity rebound e mediamente corrisponde all’età di 5-6 anni. Un incremento dei valori di BMI prima dei 5 anni (adiposity rebound precoce) viene riconosciuto come un indicatore precoce di rischio di sviluppo di obesità.
 

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