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Quando la mamma è single

Miobambino, 9.10.2012
Molte mamme allevano un figlio senza il supporto di un partner: ecco qualche consiglio per organizzarsi al meglio, garantendo il benessere e l'equilibrio di mamma e bambino

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Si tratta di un problema è molto comune: il padre che non c’è oppure non si fa carico dei figli dopo la separazione.

Molti uomini, se inseriti in un contesto di convivenza, riescono a occuparsi dei figli; in caso contrario si estraniano. Questi padri passano alcuni week-end con i bambini e parte delle vacanze, ma spesso sono presenze poco incisive, prive dell’intimità e della continuità affettiva indispensabile nel rapporto tra genitore e figlio.

 

Un rapporto del genere serve a poco. Ma perché succede?

  • Se in precedenza era un padre premuroso, che passava volentieri tempo con i bambini, è bene verificare che non siano i corti circuiti dei genitori, le ripicche, i rancori, gli elementi che gli impediscono di vivere il ruolo paterno.

  • Se invece anche prima era la mamma a occuparsi in maniera quasi esclusiva dei figli, è difficile che il padre sia presente dopo la separazione. Inutile insistere perché cambi atteggiamento, mettendosi a studiare mille strategie per costringerlo a occuparsi dei figli.

 

I sensi di colpa spesso inducono le donne sole a porre i bambini al centro della loro vita, facendo passare in secondo piano necessità e bisogni della madre. Ma una mamma che si azzera può offrire davvero poco ai suoi figli!

 

Un figlio, finché non cresce, è un piccolo satellite che ruota attorno alla madre, dalla quale attinge energia, affetto, nutrimento.

Non capovolgere questo ruolo mettendo lui al centro: lo renderesti insicuro, spaventato, sovraccarico di responsabilità.

Per questo è importante mantenere i propri interessi, curarsi, fare un minimo di vita sociale, preservare dei piccoli spazi tutti per sé.

 

Non è impossibile ma occorre abbandonare il mito dell’onnipotenza e chiedere aiuto.

Ci sono zii e nonni, le babysitter, le altre mamme. È importante non isolarsi, ma costruire una rete sociale di solidarietà femminile dove scambiare figli, favori, chiacchiere.

 

Non gli mancherà la figura di riferimento paterna?

Uno dei timori della mamma single, soprattutto se la scelta di fare un figlio è avvenuta senza un compagno stabile, è quella che al bambino maschio manchi una figura di riferimento del suo stesso sesso. È un falso problema, i bambini sono bravissimi a individuare spontaneamente figure sostitutive.

Ci sono zii, nonni, amici, conoscenti, insegnanti, persone cui scelgono liberamente di affezionarsi e di cui imitano scelte e atteggiamenti. E questi modelli vengono spesso preferiti anche in presenza di un padre. Il timore che si crei una carenza è infondato e non va enfatizzato.

 

Da fare:

  • Cercare aiuto e appoggi: parenti, amici, altre mamme, babysitter.

  • Imparare a delegare, senza sensi di colpa e senza subire ricatti. Se chi presta aiuto ha un atteggiamento ricattatorio o chiede troppo in cambio, sottrarsi.

  • Curarsi come donna, mantenere interessi, vivere la sessualità.

 

Da evitare:

  • Trattare il bambino come un sostituto del partner, cui mostrare la propria sofferenza, fare confidenze, a cui chiedere consolazione.

  • Essere orgogliosa e pensare di potercela fare da sola.

  • Cercare di "essere" madre e padre contemporaneamente. Sono due ruoli distinti che devono rimanere tali.

    fonte: riza.it

 

 

 

 

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