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Quando si rompono le acque

Miobambino, 16.5.2012
Come si riconosce la rottura delle acque? Cosa si deve fare? Succede a tutte le donne al termine della gravidanza? Significa che il parto è imminente? Vediamo insieme come, quando e perché a un certo punto della gravidanza le acque si rompono...

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La rottura del sacco amniotico

Per svilupparsi il feto ha bisogno di in un ambiente sterile. Nella pancia è protetto dal sacco amniotico - pieno di liquido amniotico - in grado di isolarlo dai germi, soprattutto quelli vaginali.

Al termine della gravidanza il sacco amniotico si apre a causa della dilatazione del collo dell’utero e lascia fuoriuscire il liquido amniotico.

Tale rottura causa anche il rilascio di prostaglandine, che stimolano le contrazioni del travaglio.

Nella maggior parte dei casi la perdita delle acque avviene durante il parto, ma in alcune donne, tuttavia, il sacco amniotico si rompe prima dell'inizio del travaglio.

Quando il sacco si rompe il bambino non è più protetto da un ambiente sterile ed è a rischio di infezioni.

Ë il momento di raggiungere il reparto maternità, ma senza allarmarsi: il liquido amniotico continua comunque a rinnovarsi fino all’espulsione del bebè, che quindi rimane ancora ben protetto dalle aggressioni batteriche.

 

Come riconoscere la rottura delle acque

Quando le acque si rompono ci sono pochi dubbi: il liquido amniotico si presenta come un liquido acquoso leggermente biancastro e una donna incinta ne perde in genere una quantità pari a un bicchiere.

Può succedere che la rottura del sacco amniotico non sia netta e che quindi il liquido amniotico fuoriesca in maniera discontinua, venendo confuso con le perdite urinarie che caratterizzano spesso gli ultimi periodi della gravidanza.

Se avete un dubbio potete indossare un assorbente: se si impregna rapidamente e in maniera uniforme senza che facciate sforzi è probabile che si tratti di rottura del sacco amniotico.

 

Cosa succede una volta che il sacco amniotico è rotto?

Una volta raggiunto il reparto maternità per prima cosa l’ostetrica deve verificare che si tratti effettivamente di rottura del sacco amniotico e deve valutare se il bambino è esposto ai batteri.

Se il sacco amniotico è rotto rimarrete in ospedale in attesa delle contrazioni.

Se le contrazioni non si presentano nell’arco di 24-48 ore, il parto viene indotto dal personale medico.

In 8 mamme su 10 la perdita delle acque avviene dopo la 37a settimana di gravidanza.

Se avviene prima di tale data i rischi principali per il bambino possono essere nascita prematura, complicazioni e infezioni.

 

Cosa succede se il sacco amniotico non si rompe?

Se la rottura del sacco amniotico non si verifica spontaneamente, il medico o l'ostetrica può decidere di romperlo quando la cervice è dilatata di 5 o 7 cm al fine di accelerare la dilatazione del collo dell’utero e facilitare la nascita del bambino.

 

 


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