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Dolore e psiche: il trauma dell`aborto

Miobambino, 8.3.2011
Quando la gravidanza non va a buon fine e la futura mamma subisce un aborto, in lei possono permanere tracce di depressione e altri disturbi anche per anni; perfino dopo la nascita di un altro figlio
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Alcune donne non riescono a riprendersi completamente da un aborto: per loro perdere il bambino è stato un trauma troppo intenso e inaccetabile.

 Risollevarsi diventa difficile, se non quasi impossibile, a tal punto che spesso in loro attecchisce uno stato depressivo che può durare anni.

Questa condizione può perdurare addirittura in seguito alla nascita di un bambino sano: questo quanto asserisce uno studio condotto dall’University of Rochester Medical Center Researchers e pubblicato sul British Journal of Psychiatry.


Lo studio ha dimostrato chiaramente che la nascita di un bambino sano non risolve i problemi di salute mentale che molte donne hanno avuto in seguito a un aborto spontaneo o a un bambino nato morto.

Questa scoperta è molto importante perché, nel valutare se una donna è a rischio di depressione prenatale o postnatale, la perdita della precedente gravidanza di solito non viene presa in considerazione allo stesso modo di altri fattori di rischio quali una storia familiare di depressione, eventi di vita stressanti o mancanza di sostegno sociale.


Sappiamo che la depressione materna può avere effetti negativi sui bambini e la famiglia.

Se si propone un aiuto mirato durante la gravidanza per le donne che hanno già perso un bambino, è possibile migliorare la salute sia per le donne che i loro bambini.



Questo è senz’altro un fattore da tenere in considerazione visto che, da recenti stime, sembra che il 50-80 % delle donne che subisce un aborto riesce successivamente a portare una gravidanza a buon fine.


Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno preso in esame oltre 13mila donne in gravidanza che facevano parte dell’Avon Longitudinal Study, uno studio a lungo termine che coinvolge genitori e figli.

A tutte le volontarie è stato chiesto di riferire l’eventuale numero di aborti e feti morti che avevano avuto in precedenza e i sintomi di ansia e depressione pre e post parto.


«Non abbiamo trovato alcuna prova che i sintomi affettivi associati a precedenti perdite prenatali si risolvessero con la nascita di un bambino sano. Piuttosto, precedenti perdite prenatali ha mostrato una previsione persistente dei sintomi depressivi e d'ansia dopo quelli che convenzionalmente vengono definiti come il periodo post-natale», affermano i ricercatori.



Delle donne che avevano avuto un aborto (spontaneo o meno), il 13 % accusava ancora sintomi di depressione due anni e mezzo dopo la presunta nascita.


Chi aveva avuto addirittura due aborti prima della nascita di un bambino sano aveva ancora sintomi depressivi due anni e mezzo dopo la nascita del bambino.

«In seguito agli esiti negativi della persistente depressione materna su entrambi i risultati bambino e famiglia, il riconoscimento precoce dei sintomi può portare a interventi di prevenzione per ridurre il peso della malattia, fornire strategie per ridurre l'ansia e la depressione e promuovere l'adeguamento sano della famiglia della madre, e bambino», concludono i ricercatori.

Fonte: La Stampa, foto: Olga Ekaterincheva



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