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Gravidanza: i controlli ecografici

16.12.2010
Un video spiega quali sono le ecografie fondamentali durante la gravidanza e a che cosa servono

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Che cos’è un’ecografia?
È un esame non invasivo, ossia che non comporta nessuna penetrazione nell’organismo. È importante per tenere controllato lo stato di salute e di crescita del feto.


Quante ecografie è bene fare in gravidanza?
Le ecografie obbligatorie in gravidanza sono tre, una per ogni trimestre.


Che cosa sappiamo con l’ecografia del primo trimestre?
In base alle dimensioni del feto, si stabilisce la datazione del concepimento, e, di conseguenza, il periodo in cui nascerà.

Questo dato è particolarmente importante per le donne con mestruazioni irregolari.

A chi, invece, ha un ciclo regolare, confermerà il calcolo del parto presunto in base all’ultima mestruazione: da quella data, infatti, con la rotella ostetrica, si potranno calcolare le 40 settimane previste di gestazione.


Perché l’ecografia del secondo semestre si chiama morfologia?
La morfologia è la scienza che studia la forma e la struttura degli organismi.

Nel secondo semestre, gli organi fondamentali sono già sviluppati e sono dunque visibili.

Con questa ecografia, dunque, è possibile individuare ciascun organo e verificarne la posizione, controllando che lo sviluppo dell’organismo del bambino proceda regolarmente.

Questa ecografia valuta anche la posizione della placenta.


Come si chiama l’ecografia del terzo trimestre?
Si chiama “d’accrescimento” e serve per valutare che il feto si stia sviluppando secondo le curve di crescita standard.


Anche l’ecografia tridimensionale è obbligatoria?
No, questa ecografia non dà ulteriori informazioni circa lo sviluppo del feto.

È, però, un’esperienza bella per i genitori perché, a differenza delle altre ecografie, che sono bidimensionali, questa ecografia consente di vedere le sembianze del bambino, soprattutto quelle del viso, se la posizione lo permette.


Quanti esami del sangue e delle urine si fanno in gravidanza?
Questi sono esami obbligatori che vanno fatti una volta al mese.

Sono importanti perché controllano che il metabolismo della donna stia progredendo conformemente allo stato di gravidanza.


È vero che dopo una certa età l’amniocentesi è obbligatoria?
No, questo esame rientra nella categoria della diagnosi prenatale, vale a dire in quel gruppo di esami che valutano l’eventuale presenza di alcune malattie cromosomiche del feto.

Spetta ai genitori scegliere se eseguirli o meno.


Anche la villocentesi è pericolosa?
La villocentesi e l’amniocentesi sono due esami invasivi, perché prevedono una manovra di penetrazione. Entrambi potrebbero comportare dei rischi di aborto.

Esistono esami di diagnosi prenatale non invasivi?
Sì. La traslucenza nucale è una speciale ecografia senza rischi né per la madre né per il bambino.

Lo svantaggio è che non dà certezze circa alcune delle possibili malattie cromosomiche, ma solo delle probabilità.
Anche gli esami del sangue sono utili. Il bi-test viene eseguito fra la 11a e la 14a settimana e misura il dosaggio di due proteine che, confrontate con la traslucenza nucale, stabiliscono un eventuale indice di rischio di alterazioni genetiche.

Il tri-test, da eseguirsi fra la 15a e la 17a settimana, rileva se vi siano alterazioni cromosomiche fetali. Non è molto attendibile per le gravidanze gemellari o per le donne che soffrono di diabete gestazionale.


Quando un parto può definirsi prematuro? È sempre rischioso?
Quando avviene prima della 38a settimana di gravidanza.

Il rischio dipende dall’età della mamma, dal peso e dallo sviluppo del bambino al momento della nascita.
 


Cosa succede oltre la 40a settimana?

Un parto entro la 42a settimana è considerato ancora fisiologico.

Oltre questo periodo, la situazione verrà valutata da ginecologi e ostetriche.

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