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Staminali: curare le malattie non ematologiche

Dott. Alessio Trevisani, Sorgente, 14.6.2011
Quali sono le applicazioni cliniche delle staminali cordonali nel contesto delle malattie non ematologiche?

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LE CELLULE STAMINALI DEL CORDONE OMBELICALE

Il sangue cordonale contiene una popolazione eterogenea di cellule staminali (Figura 1) e tali cellule possono essere conservate in una banca del cordone.


Di particolare interesse per l’applicazione in patologie non ematologiche, sono le staminali mesenchimali, capaci di differenziare in più tipi cellulari e le cellule progenitrici endoteliali, in grado di favorire l’angiogenesi e rigenerare tessuti endoteliali lesi.


 


APPLICAZIONI TERAPEUTICHE IN PATOLOGIE NON EMATOLOGICHE

 

  • Malattie endocrine autoimmuni

Il diabete mellito di tipo 1 è una malattia che porta alla distruzione immunomediata delle beta-cellule producenti insulina, presenti nel pancreas.

In questa malattia le staminali cordonali possono promuovere la preservazione/rigenerazione delle beta-cellule nel malato, ma anche differenziare in cellule producenti insulina e ripristinare il sistema immunitario aberrante.

La somministrazione di staminali cordonali autologhe in bambini affetti da diabete di tipo 1 ha evidenziato sia la sicurezza del trapianto che una riduzione nel fabbisogno insulinico.

 

  • Malattie cardiovascolari

Modelli sperimentali mostrano la capacità delle staminali cordonali di formare nuovi vasi sanguigni.

Tali cellule, quando infuse in pazienti affetti dal morbo di Burger, una patologia che induce ischemia grave agli arti inferiori, hanno indotto in 4 mesi un completo ripristino della perfusione ematica.

Inoltre, molto importanti saranno gli esiti di un trial clinico ad oggi in corso in cui, in bambini affetti da cardiomiopatia dilatativa, viene valutato l’eventuale miglioramento della funzionalità ventricolare a seguito di infusione di staminali cordonali autologhe.

 

  • Malattie neurologiche

Molto interessante, in ambito neurologico, il caso clinico di una bambina di 2 anni affetta da paralisi cerebrale, sottoposta a trapianto autologo di staminali cordonali.

Prima del trattamento la bambina non muoveva la parte destra del corpo; a due mesi dall’infusione delle staminali aveva recuperato il 50% delle capacità motorie (Fonte: ADUC).

Inoltre, il trapianto allogenico di staminali cordonali in tre bambini affetti da distrofia metacromatica giovanile, una patologia che determina una alterazione della sostanza bianca, ha indotto un miglioramento sia nel segnale della sostanza bianca sia nella conduzione dei nervi sensoriali.

 

  • Malattie renali

È molto incoraggiante, dal punto di vista clinico, l’esito del trapianto allogenico di staminali cordonali in un paziente di 69 anni affetto da carcinoma renale.

A seguito del trattamento, il paziente ha mostrato regressione delle metastasi e parziale remissione della patologia senza esibire sintomi di GVHD.

Inoltre, in un modello sperimentale di insufficienza renale acuta, le staminali cordonali hanno mostrato l’abilità di migliorare la funzionalità renale e di promuovere la sopravvivenza degli animali trattati.

 

Le staminali cordonali possono essere applicate come trattamento di patologie non ematologiche.

Gli esiti dei trials clinici in corso con staminali mesenchimali cordonali (Tabella 1) sono fondamentali per una maggior caratterizzazione delle loro capacità rigenerative ed immunologiche e per estenderne l’applicabilità terapeutica.

 

Patologie

Luogo

Cardiache

Cardiomiopatia dilatativa

Cina

Pneumologiche

Displasia broncopolmonare

Corea

Ematologiche

Forme leucemiche

U.S., Corea

Sindromi mielodisplastiche

Anemia aplastica severa

Cina

Neurologiche

Morbo di Alzheimer

Corea

Dermatologiche

Epidermolisi bollosa

U.S.

Ossee

Osteoartriti

Corea

Immunomediate

Diabete di tipo 1

Gvhd

 

Cina

Belgio

Vascolari

Piede diabetico/

ischemia critica agli arti inferiori

 

Cina

Tabella 1. Alcuni trials clinici attualmente in corso che hanno come intervento terapeutico la somministrazione di cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale. Fonte: www.clinicaltrials.gov

 

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

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