Rosalunare
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Ho letto tutte le vostre storie... ed eccomi qui a piangere di commozione... Parto con la mia, non voletemene se sarà un po' lunghetta... Nel 1997 sposo Raffaele, avevo 21 anni, ed ero convinta di sapere tutto del mondo. mi ritrovo incece in un incubo dove lui e sua mamma mi umiliano in continuazione, fino a che poi con lui si è arrivati alle botte. Ero così convinta che il matrimonio fosse sacro, che non ho mai nemmeno pensato di lasciarlo... senza contare che tutto è stato così graduale che quando è arrivato alle violenze fisiche, io ero ormai ridotta a una specie di larva... della serie: sopravvivi perchè non pensi. A novembre del 1998 scopro di essere incinta (nonostante prendessi la pillola, non ne avessi dimenticata nessuna - per me era troppo importante non avere figli con lui! - e non avessi avuto nè problemi di stomaco o febbre o qualsiasi altra cosa che potesse diminuire il potere di assorbimento della pillola). Ero così terrorizzata dall'avere un figlio con lui che per un attimo pensai di abortire. Ma non ce la feci. Amavo già quella creatura e promisi a me stessa che l'avrei protetta. Il 13 luglio 1999 nasce Michelle... la mia adorata bambina. La sua fortuna è che è sempre stata bellissima, e per suo padre era troppo importante "usarla" come soprammobile da mostrare agli amici, quindi non la maltrattava, anche perchè facevo in modo di non lasciarli mai da soli. A volte ero costretta, perchè dei due ero l'unica che lavorava, ma quando tornavo a casa trovavo lei ancora a letto con pannolino sporco della mattina, e lui sul divano a guardare la tv. Così da allora ho sempre fatto in modo di trovare lavori che mi permettevano di portarla con me, anche se voleva guadagnare meno. Nel 2004, al colmo dell'esasperazione, lasciai mio marito e insieme a Michelle ci trasferimmo in Sardegna, vicino ai miei genitori. Contro le previsioni di tutti, in 8 giorni trovai un lavoro e una casa. Purtroppo per i miei genitori era terribile pensare a quello che dicevano al paese (mentalità sarda anni 50), e mi convinsero a rimettermi con il padre di mia figlia, cosa che feci, pensando che se fosse venuto in Sardegna probabilmente lontano dai suoi sarebbe cambiato. E' difficile da far capire a chi non ha mai provato, ma quando un compagno ti maltratta i meccanismi che si formano sono molto complessi. Certi momenti pensi che sia colpa tua, o che lui capirà e cambierà, che l'Amore potrà trasformare le cose, che è solo nervosismo per una situazione difficile, ecc....Come invece era previdibile, le cose non erano cambiate. Ma ero cambiata io, e non gli permettevo quasi più di toccarmi. Trovavo mille scuse per non fare sesso con lui... anche perchè fin dalla prima volta era stato dolorosissimo... non credo di aver mai provato nemmeno un po' di piacere con lui. Nel marzo del 2005 ci fu una litigata terribile perchè lui voleva a tutti i costi mandare la bambina una settimana in liguria dai nonni (i suoi genitori) e io invece non volevo che la bambina, che aveva 5 anni, stesse lontana da me tutto quel tempo. Fu l'ultima volta che le presi da lui, ma furono così tante che alla fine ho ceduto. L'errore più grande della mia vita. Mentre lei era in Liguria io pur di nn stare sola con suo padre andai a Milano a casa di amiche. Dopo la settimana, i suoi nonni mi riportarono la bambina. Era nervosissima, piangeva per nulla, ed era più che evidente che fosse successo qualcosa. Eppure, mai avrei pensato a ciò che era realmente stato.Senza entrare nei particolari, nelle due settimane successive, con l'aiuto della mia amica e di medici, riuscimmo a capire che suo nonno aveva abusato di lei. A quel punto tornai in Sardegna, e con l'aiuto di mia mamma cercai una psicologa per la bambina, e andai dai carabinieri per fare denuncia. (Dai carabinieri andai da sola, mentre mio marito dormiva a casa) La psicologa non mi diede molte speranze: il quadro che mi presentò fu quello di una bambina che non avrebbe mai raccontato liberamente, e sarebbe stata sempre segnata e triste. Mi ribellai. Smisi di andare da lei, e mi dedicai completamente a mia figlia, da sola, prendendo in biblioteca libri su libri di psicologia infantile. Mi sembrava che per ogni passo avanti, altri tre ne facevo indietro... e allo stesso tempo iniziai a maturare la decisione di lasciare nuovamente mio marito. Solo... non sapevo dove andare. I miei mi avevano fatto sapere che non mi avrebbero aiutato perchè per loro ero io nel torto: lui era bravissimo a fingersi buono e gentile davanti agli altri. Avevo una bambina bisognosa di aiuto, e non mi sentivo di lasciarla con il padre. Un giorno, mesi dopo, scoprii che il padre della bambina sapeva cosa sarebbe accaduto... e quella fu la molla che mi fece decidere. Lo informai che l'avrei lasciato... ma lui pianse e disse che sarebbe cambiato e che si sarebbe ucciso se fossi andata via. Non ebbi il coraggio... ma lo costrinsi ad andare da uno psicologo. Dopo qualche mese scoprii che fingeva solo di andare, ma appena io mi distraevo andava al bar. Così, l'8 febbraio 2006 presi due o tre vestiti miei, due o tre della bambina, li misi in una borsa e con la bambina per mano uscii di casa, per non tornare più. Chiesi a mio fratello, che viveva a Savona, se poteva ospitarmi finchè non avessi trovato un lavoro e una casa. All'inizio disse di sì, ma poi sottoposto alle pressioni di altre persone, mi disse di andarmene. Divisi le spese con una ragazza del Ghana: lei "lavorava" di notte, e io abitavo in una stanza a casa sua, e le guardava la figlia di 7 mesi. Era una situazione troppo a richio e avevo paura che mi portassero via la bambina. Così iniziai a "torturare" gli assistenti sociali. Avevo un lavoro, facevo la baby sitter... non volevo soldi. Volevo una casa. Dopo mesi in cui tutti i giorni mi presentavo lì, per sentirmi dire di no, seppi che si era liberata una casa. Tornai dagli assistenti sociali, e mi arrabbiai... dissi che il giorno dopo mi sarei presentata con le mie valigie, la bambina e un giornalista locale. Lo stesso pomeriggio mi telefonarono per dirmi che c'era una casa. Era messa malissimo, vecchia, sporca, in un quartiere dove non avrei mai fatto crescere mia figlia... ma se avessi rifiutato avrei perso ogni diritto al loro aiuto. Accettai. Mi trasferii dopo tre giorni che avevo impiegato per imbiancarla a pulirla (da sola). I primissimi giorni dormimmo su una coperta per terra, poi al negozio dell'usato vendevano una brandina, e ci feci dormire Michelle. Aveva gli incubi, piangeva tutta la notte... e io passavo la notte sveglia per calmarla. Al mattino lei non ricordava nulla. Piano piano comprai il frigorifero, la cucina, la lavatrice... nel giro di tre mesi la casa era a posto. Per far guarire Michelle c'è voluto un po' più di tempo. Ma quando finalmente riuscii a portarla da una psicologa bravissima, dopo tre visite mi chiamò per dirmi che la bambina non aveva bisogno di essere seguita, perchè sua madre aveva fatto un ottimo lavoro. Quel giorno piansi di sollievo per ore. Nel frattempo non avevo avuto nessuna storia, ero troppo impegnata a sopravvivere. Ad agosto del 2008 mi sono trasferita a Montalcino, da un'Amica, che io chiamo Mamma, e da sua figlia, che per me è mia Sorella. Lì, sia io che Michelle siamo completamente rinate. Qualche mese dopo ho saputo che mio suocero ha tentato il suicidio tre volte e che vive sostenuto in piedi da potenti psicofarmaci. Il mio ex marito anche è cronicamente depresso. Vive con i suoi che lo schiacciano emotivamente. Non provo più niente per loro, nè rabbia nè pietà. Negli ultimi due anni, io e Michelle siamo state serene, abbiamo un rapporto meraviglioso... lei è sempre più bella, e quest'anno ha fatto 11 anni, e andrà alle medie. E' sensibile e forte... e soprattutto.... FELICE. Il 9 marzo di quest'anno, un amico mi ha presentato, tramite facebook Andrea (Siamo in tante che abbiamo storie nate da internet!!!!). Non volevo conoscere nessuno, ma il mio amico mi disse che Andrea stava attraversando un periodo difficile. Accettai solo per quello. Scoprii che aveva 3 figli, di cui una nata a gennaiola moglie l'aveva lasciato portandosi via la bambina, che aveva solo un mese, e abbandonando anche i suoi due figli maggiori. Il 10 marzo, il giorno dopo, ci siamo sentiti per telefono la prima volta, e per quanto sia impossibile da spiegare, ci siamo innamorati all'istante. Dopo 10 giorni, lui venne a conoscermi... e dopo un altro mese, il 18 aprile, io e Michelle ci siamo trasferite da lui, in provincia di Treviso. Michelle lo chiama papà, e lo adora. I figli di lui mi chiamano Mamma (anche davanti alla loro madre biologica), di loro iniziativa. Ho spiegato loro che non devono dimenticarsi della loro vera mamma, e che devono sentirsi fortunati perchè hanno due mamme. Ma lei non li cerca mai, e quelle poche volte che Andrea riesce a vedere la sua bambina, le porta i figli, ma lei è troppo impegnata ad attaccare lui per considerarli. Purtroppo col tempo abbiamo scoperto che quella donna è succube di un pazzo esaltato che dice di essere Dio e l'ha convinta che i suoi figli sono spiriti cattivi condannati da Dio e che la femmina invece è un angelo che deve insegnare l'Amore sulla terra. Quindi lei ODIA letteralmente i due maschi, ed è esageratamente protettiva con la piccola. Per vederla, Andrea deve ogni volta rivolgersi ai carabinieri. Siccome la situazione in cui vive la piccola non è sicura, sta cercando di ottenere l'affidamento, e di dimostrare che la madre ha bisogno di aiuto, visto che da lui non lo accetta. In tutto questo... ai primi di luglio ho scoperto di essere incinta (fulmine a ciel sereno, perchè mi avevano detto che non potevo più avere bambini!)...e anche se non so come andrà a finire, perchè ho problemi abbastanza seri... stiamo combattendo insieme. Andrea è un Uomo meraviglioso... attento, disponibile... tratta me e Michelle come regine... e i bambini, nonostante le grosse ferite dovute alla madre, si stanno riprendendo bene. Quando usciamo assieme, la gente ci guarda... io dimostro meno dei miei 34 anni... e già prima facevano fatica a credere che io Michelle fossimo madre e figlia, figuriamoci adesso che mi vedono andare in giro con 3!!!!! Se Letizia, la figlia di Andrea, verrà a stare con noi saremo in 6.... e se questo bambino riuscirà a farcela... in 7. Anche io sono cresciuta in una famiglia di 7 persone... e so che dove c'è Amore, i problemi si risolvono sempre. Ecco... scusate se ho scritto un papiro... ma c'era proprio tantissimo da scrivere.... Un grosso abbraccio....
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Omnia Vincit Amor (L''Amore vince su tutto) "Voglio cambiare il mondo", disse la ragazzina. Il professore rise. "E come penseresti di fare a cambiarlo?" "Con l''Amore", disse lei sorridendo.
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