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Fumo passivo e obesità: i nemici della gravidanza

4.5.2010
Il fumo passivo in gravidanza e l'obesità della futura mamma riducono l'apporto di ossigeno al feto: i neonati avranno maggiori problemi di salute

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Già il solo essere sovrappeso o obesa in gravidanza espone mamma e bambino a tutta una serie di rischi per la salute. Ma anche l'esposizione al fumo di sigaretta diretto o indiretto può causare seri danni al feto a causa di un ridotto apporto di ossigeno.


Una riduzione dell’apporto di ossigeno al feto si può evidenziare con la elevata presenza di globuli rossi nucleati (NRBC) nel cordone ombelicale, dichiarano i ricercatori del Università del Cairo (Egitto), sulle pagine del “International Journal of Food Safety Nutrition and Public Health”.

Gli scienziati guidati dal dottor Abd ElBaky del Centro Nazionale delle Ricerche del Cairo, hanno analizzato i livelli di NRBC nel sangue del cordone ombelicale di 29 neonati di madri obese, 21 neonati di madri esposte al fumo di sigaretta e 15 neonati di madri che non presentavano questi fattori di rischio (gruppo di controllo).


Dagli esami eseguiti i ricercatori hanno scoperto che nei neonati appartenenti ai primi due gruppi di madri (quelle obese e quelle esposte al fumo) i livelli di NRBC nel sangue del cordone ombelicale erano decisamente maggiori rispetto alle madri del gruppo di controllo.

Gli scienziati fanno notare che essere obese in gravidanza espone a tutta una serie di rischi per mamma e nascituro: pre-eclampsia, disturbi negli adeguamenti metabolici gestazionali, problemi alla placenta, problemi per la crescita e lo sviluppo del feto, difetti del tubo neurale e altre anomalie dello sviluppo che sono più comuni nei bambini nati da donne obese.


Lo sviluppo del feto durante la seconda metà della gravidanza è critico - sottolineano i ricercatori - e dipende dagli adattamenti metabolici materni rilevati dagli ormoni della placenta e dal conseguente apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Se questi sono compromessi da problemi come obesità o esposizione al fumo di tabacco potrebbero verificarsi problemi gravi.

Commentando i risultati dello studio, gli scienziati hanno lanciato un appello dove chiedono che maggiori controlli siano avviati per limitare quanto possibile l’obesità e l’esposizione al fumo in gravidanza, ricordando che l'obesità è nota per influenzare metabolismo, ormoni, pressione arteriosa e altri fattori fisiologici; il fumo di tabacco diretto o indiretto può influenzare la quantità di ossigeno che raggiunge il bambino non ancora nato, perché l'emoglobina è scarsamente ossigenata. In più la nicotina può causare anche restringimento dei vasi sanguigni, vasocostrizione, e quindi ridurre il rifornimento di ossigeno.

Fonte: La Stampa

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