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Vademecum del futuro papà

Miobambino, 4.5.2010
Molti futuri papà si sentono esclusi dal rapporto mamma-bambino che si crea in gravidanza, mentre altri si sentono estremamente coinvolti. L'importante è che l'uomo sostenga la donna e le stia vicino il più possibile.

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Molti uomini si sentono esclusi dal fenomeno della gravidanza, mentre altri si sentono estremamente coinvolti.
È comunque di fondamentale importanza intensificare le attenzioni verso la propria compagna, scambiandosi reciprocamente tutte le opinioni e i pensieri.

Più l’uomo si avvicina alla donna, più riesce a condividerne l’esperienza.
 
Se lei gradisce essere accompagnata ai controlli ostetrici, è buona cosa ritagliarsi del tempo per farlo, se possibile.
Nei lavori di casa, l’aiuto può manifestarsi in molti modi. Può essere specialmente utile:
 
- cucinare (se lei fa fatica a tollerare certi odori)
- fare la spesa (se si prevedono acquisti pesanti)
 
Condividere l’esperienza può anche voler dire leggere insieme queste pagine o altro materiale, così da essere entrambi informati.
 
È meglio non fumare in casa (anche per abituarsi a non farlo dopo l’arrivo del bambino).
 
Alcuni corsi di preparazione alla nascita prevedono anche la presenza del partner, così che le lezioni e le eventuali proiezioni di diapositive o filmati sul parto e sul monitoraggio siano seguiti dalla coppia invece che dalla sola donna. Infatti durante il travaglio, lei potrebbe fare fatica a prestare attenzione a chi le sta attorno ed è proprio l’uomo che può fungere da interprete dei suoi bisogni.
 
È rarissimo che un uomo svenga in sala parto. Se si pone ai lati o alle spalle della sua compagna può far fronte alla maggior parte delle situazioni, se lei ne gradisce la presenza. Può tenerla per mano, parlarle, asciugarle il viso, massaggiarla, aiutarla a tenere il capo sollevato durante la spinta, perfino respirare insieme a lei se può servire. Ma è già sufficiente esserle vicino.
 
Assistere alla nascita del proprio figlio è una delle più belle esperienze della vita.
 
Se proprio non ci si sente o se lei non fosse d’accordo, è meglio tuttavia non forzare le cose.
 
In caso contrario non ci si deve assolutamente vergognare di esprimere liberamente le proprie emozioni: il personale della sala parto è abituato alle situazioni più disparate.
 

Spesso è possibile chiedere all’ostetrica il permesso di recidere il cordone ombelicale: non c’è nulla di strano e non è difficile farlo.
 
Quando e dove è possibile l’ostetrica consegna il neonato al papà, che può tranquillamente tenerlo vicino a sé ed appoggiare la propria guancia sulla sua testina. Poi il bambino viene dato alla mamma, che lo tiene sull’addome protetto da un telo e può già porgergli i capezzoli.
 
Il papà può assistere al bagnetto del neonato, tornare in sala parto per stare insieme alla neomamma e quindi fermarsi per un po’ con lei, oppure andare a riposare.
 
Troppe visite di parenti ed amici possono stancare la mamma, non solo durante la degenza ospedaliera ma anche dopo, quando si è tutti a casa.
 
Per il papà è una buona norma imparare a lavare e cambiare il bambino. Se l’allattamento è artificiale, dividersi il compito di preparare il biberon e di allattare.
 

"Il mondo di domani sta già formandosi nel corpo e nella mente dei nostri bambini"
(Kofi Annan)
 
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