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Il bambino in ospedale

4.5.2010
Nell’ambito dell’assistenza ospedaliera al bambino va tenuta in debito conto la “Carta europea dei bambini degenti in ospedale”, doc. A2-25/86, Risoluzione del Parlamento europeo, che contempla i diritti del bambino ricoverato.

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In particolare viene ribadito che il bambino deve essere curato in ospedale soltanto nel caso in cui l’assistenza della quale ha bisogno non possa essere fornita a pari livello a domicilio o presso ambulatori. Inoltre, devono essere garantiti, indipendentemente dalla patologia da cui sono affetti: il ricovero in strutture idonee all’età dei minori e non in strutture dedicate agli adulti; la presenza in ospedale dei genitori o persona ad essi gradita quale sostituto, con possibilità di usufruire, oltre ad aree di degenza specificamente strutturate, anche di spazi ludici e di studio; la continuità dell’assistenza da parte dell’équipe ospedaliera pediatrica; l’informazione corretta e completa, oltreché adeguata alle capacità di comprensione del minore e dei genitori, sulle procedure diagnostiche e sulle condotte terapeutiche che i sanitari intendono attuare.
 
Nell’ambito degli interventi di tutela dei diritti del bambino malato e ospedalizzato, particolare attenzione quindi deve essere posta al fine di garantire sia la continuità nelle relazioni affettive ed emotive del bambino ricoverato con la madre e la sua famiglia sia l’offerta di tutte le opportunità necessarie al suo sviluppo psicologico, cognitivo e sociale.
 
Ciò ancor più nell’ottica di quanto previsto dalla legge n. 285/1997 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescente”, che all’art.4, comma 1, lettera l, prevede espressamente interventi diretti alla tutela dei diritti del bambino malato e ospedalizzato.
 
ASSISTENZA AL BAMBINO IN U.O.O. PEDIATRICA
 
La riduzione della necessità di posti letto di Pediatria, correlata alla diminuzione delle nascite, alle migliori condizioni socio economiche della popolazione, all’implementazione delle cure primarie attraverso il P.L.S., alla tendenza generale alla dimissione precoce, all’utilizzo di D.H. diurno e notturno, ecc., comporta la razionalizzazione delle U.O. di Pediatria e una loro ristrutturazione e riqualificazione. Particolare attenzione deve essere rivolta alle nuove esigenze assistenziali, in particolare a quella di fornire 24/24 ore elevati livelli di cura e a quella di rispondere ai bisogni delle specializzazioni di organo e di apparato in area pediatrica.
 
D’altro canto il bisogno del bambino di essere accolto e curato in area pediatrica nelle situazioni di urgenza-emergenza e lungodegenza, impone al S.S.N. di razionalizzare la rete ospedaliera in modo da non esporre a rischi aggiuntivi da carenza organizzativa una quota di soggetti ad elevato rischio: come è noto, la percentuale di ricorso all’ospedale in situazione di emergenza è in continuo incremento soprattutto in rapporto agli incidenti domiciliari nella prima fascia di età e a quelli extra - domestici e stradali in età preadolescenziale ed adolescenziale.
 
ASSISTENZA AL BAMBINO CON MALATTIE CRONICHE E DISABILITANTI
 
La razionalizzazione delle U.O.O. di pediatria intesa come ridefinizione del numero dei posti letto necessari, come ristrutturazione delle unità stesse e come organizzazione più rispondente alle esigenze epidemiologiche attuali deve tener conto che la morbosità pediatrica riferita alle malattie croniche è sempre più rilevante in rapporto alle migliorate condizioni di diagnosi e di cura (riduzione della mortalità in età infantile) e dell’incremento dei livelli assistenziali.
 
Per ognuna della malattie croniche e disabilitanti è possibile identificare un percorso che, con l’intervento integrato delle varie componenti professionali disponibili, accompagni dalla prospettiva di una cura senza guarigione alla accoglienza e alla integrazione nella società.
 
La tendenza alla deospedalizzazione sempre più spinta in questo settore comporta un maggiore impegno per gli operatori territoriali, soprattutto i PLS che devono seguire a domicilio i pazienti, secondo piani di assistenza concordati con i centri di riferimento specializzati nelle varie patologie. Le componenti riabilitativa e socio-assistenziale sono sempre più coinvolte, come pure la PC, che esercita un’importante funzione di raccordo tra le varie componenti sanitarie e socio-assistenziali territoriali, e collabora nella tenuta dei registri delle malattie croniche e delle condizioni di disabilità, oltre che nelle proposte di interventi di educazione sanitaria e di prevenzione. A livello ospedaliero sono ipotizzabili due livelli:
 
 
I LIVELLO E’ garantito dalle U.O. pediatriche ospedaliere. A queste unità deve essere favorito il libero accesso da parte del PLS curante in quanto garantisce la massima aderenza ai protocolli terapeutici-riabilitativi e in quanto rappresenta una fonte di aggiornamento professionale permanente per il sanitario. L’esigenza di allontanare meno possibile il bambino e l’adolescente dal proprio ambiente (famiglia, scuola, gruppo di pari) comporta l’esigenza che, anche nelle fasi più acute della malattia caratterizzate dal bisogno di cure ospedaliere, venga limitato, per quanto possibile, l’accesso alle strutture di III livello, e si garantisca anche al II livello il prosieguo dei trattamenti riabilitativi.
 
 
II LIVELLO E’ garantito dai complessi polispecialistici dotati di alta tecnologia diagnostica e terapeutica, ben identificati per requisiti e accreditamento dalle regioni in rapporto ai dati epidemiologici che, come è noto, in alcuni casi variano da sede a sede (ad es. thalassemia, alcune patologie tumorali, infezioni subacute, disturbi della coagulazione, ecc.). A tale livello di ospedalizzazione il minorenne deve poter usufruire di competenze specialistiche multidisciplinari e di supporti tecnologici di elevato livello, dei benefici forniti da un’Unità per disabili gravi con competenze multiple modulate in rapporto ai suoi bisogni di riabilitazione Per perseguire gli obiettivi di salute per questi pazienti è necessario:
 
Definire la rete ospedaliera di pediatria di alta specializzazione, in sede regionale o interregionale: il Ministero della Sanità, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, di comune accordo, nel definire la rete nazionale, al fine di ottimizzare le risorse e assicurare strutture e competenze adeguate, favorire l’accessibilità da parte delle famiglie in rapporto a condizioni oro-geografiche, sociali, ecc., identificano nell’ambito delle varie strutture di riferimento per l’alta specializzazione pediatrica, le U.O. accreditate per:
 
- emato-oncologia pediatrica, tenuto conto delle attuali esigenze connesse ai trapianti di midollo
- gastroenterologia-epatologia e nutrizione pediatrica
- endocrinologia-diabetologia
- immunologia pediatrica
- mucoviscidosi e malattie respiratorie croniche
- malattie genetiche e metaboliche in età pediatrica
- malattie infettive pediatriche
- nefrologia e dialisi, compresi i trapianti
- reumatologia pediatrica
- cardiochirurgia pediatrica
- neurochirurgia pediatrica
- urologia pediatrica
- ortopedia pediatrica
- ORL pediatrica
- oftalmologia pediatrica
 
Nel loro complesso i posti letto (P.L.) di altissima specializzazione dovrebbero essere definiti sulla base degli effettivi bisogni assistenziali. Si riportano in Allegato 4 i requisiti e gli standard di fabbisogno indicativi per le U.O.O. pediatriche di altissima specializzazione che possono essere prese come riferimento nelle attività di programmazione regionale.
 
Tratto da: www.mipaonline.com
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