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La sensibilità al dolore nei neonati

Miobambino, 19.9.2011
I neonati percepiscono la differenza tra dolore e contatto fisico dalla 35esima settimana di gestazione

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Il momento in cui i bambini riescono a capire e sentire la differenza tra dolore e semplice contatto fisico si colloca a cavallo tra la 35° e la 37° settimana di gestazione.

È stato determinato da un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra, che ha pubblicato lo studio in un articolo sulla rivista Current Biology.

 

È un risultato che può essere molto importante nel trattamento e la cura di neonati prematuri, che spesso mostrano una sensibilità al dolore differente da quelle normale.

Poiché un neonato non può dire esattamente quando una sollecitazione gli porta dolore o no, i ricercatori hanno esaminato le registrazioni elettroencefalografiche della loro attività cerebrale.

"I bambini prematuri che hanno meno di 35 settimane hanno risposte cerebrali simili di fronte a un'esperienza tattile o dolorosa. Successivamente c'è un cambiamento graduale, piuttosto che un cambiamento improvviso, quando il cervello inizia a elaborare i due tipi di stimoli in modo distinto", spiega Rebeccah Slater, che ha partecipato alla ricerca.

 

Studi recenti hanno sottolineato l’importanza, durante la formazione dei circuiti cerebrali,di caratteristiche “esplosioni” di attività neuronale, spontanea ed evocata, in uno schema che nell’adulto si trasforma nella risposta a input sensoriali.

 

L’analisi dell’EEG dimostra come il cervello inizia a produrre risposte diverse fra il semplice tocco e uno stimolo doloroso a un’età compresa tra le 28 e le 45 settimane di gestazione.

La leggera ripetuta stimolazione nocicettiva del tipo usato in questo studio è parte della normale terapia intensiva neonatale.


La nostra scoperta che il tocco della lancetta al tallone aumenta l'attività neuronale 'esplosiva' nel cervello fin dalla più tenera età solleva la possibilità che l'eccesso di questo tipo di input sensoriali possa turbare la normale formazione dei circuiti corticali, e che questo sia un meccanismo sottostante a conseguenze a lungo termine nello sviluppo neurologico e in particolare all'alterata reazione al dolore nei bambini nati pretermine” ha così spiegato Lorenzo Fabrizi, autore principale della ricerca.

 

Foto: Jomphong, fonte: www.scienze-naturali.it  

 


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