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Le attività all’asilo

Miobambino, 4.5.2010
La vita dei piccoli all’asilo prevede varie aree di attività: movimento, natura, linguaggio, arte e sociale. Il gioco sotto la guida dell’insegnante le comprende tutte in modo piacevole.
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Come tutti sappiamo il bisogno di movimento del bambino è molto grande in quanto dalla nascita il piccolo scopre il mondo attorno a sé, percepisce lo spazio, il tempo, l’ambiente e si riflette nel suo interagire.

 

Attraverso il gioco orientato il bambino all’asilo viene aiutato a sviluppare le capacità motorie e la consapevolezza del proprio corpo, a provare benessere muovendosi e a ottenere fiducia nelle sue capacita.

Apprende inoltre il significato della collaborazione, del rispetto delle diversità e delle regole del gioco. Lo scopo che s’intende fargli raggiungere all’asilo è lo sviluppo armonioso della capacità motoria infantile collegata al ritmo (ballo), al tempo e allo spazio, lo sviluppo della forza, della precisione, della velocità, della perseveranza e delle abilita manuali.

L'asilo avvia il bambino al gioco, dove è necessario il rispetto delle regole e della collaborazione (comportamento sportivo), alla conoscenza del ruolo della natura e di un ambiente pulito, e anche, forse cosa più importante, alla conoscenza delle misure basilari della sicurezza e dell’igiene, sia per la sicurezza propria che per l’intero gruppo.

 

Il bambino conosce la natura attraverso i fenomeni naturali (il sole, la pioggia, il vento, la neve), attraverso gli esseri viventi (visite allo zoo, conoscenza degli animali domestici) e attraverso il loro ambiente abitativo.

Questa conoscenza avviene in maggior parte attraverso i giochi all’aperto, le passeggiate e gite, ossia attraverso un contatto che è parte consueta della sua vita. In tal modo impara a rispettare la natura e ad occuparsene.

 

Il campo linguistico è importante per lo sviluppo del linguaggio infantile e per la comunicazione in diverse situazioni.

L’apprendimento avviene facilmente attraverso l’ascolto dei dialoghi quotidiani, dei racconti delle favole, attraverso la descrizione di diversi avvenimenti, l’uso del linguaggio nei giochi di fantasia, nella drammatizzazione, nell’invenzione di favole e poesie (stimolando anche la fantasia infantile), nei diversi scherzi, indovinelli, giochi di parole...

In questo modo si vuole avvicinare il bambino anche alla lingua scritta, al libro. Si cerca di mostrare al bambino l’esistenza della propria lingua e di altre lingue e culture nonché il rispetto della diversità. Non ci si può dimenticare che i bambini imparano dagli adulti e che questo comprende anche le parolacce.

 

Come per il movimento, anche nella creatività il bambino sperimenta l’ambiente.

Il bambino nell’arte inventa e crea scoprendo le nuove strutture linguistiche, i contenuti articolati, la concezione e dando forma alle immagini, poesie, giochi, balli.

Con l’arte, ossia creando, il bambino può rivelare le sue emozioni e sentimenti più nascosti, presentare qualche avvenimento, esprimere la sua considerazione etica su un avvenimento o su una persona.

Gli scopi che si vogliono raggiungere con tutto ciò sono soprattutto la conoscenza e il godimento dell’arte, lo sviluppo della percezione estetica, lo sviluppo dell’espressione e della comunicazione in modo un po’ diverso e la creatività infantile. Chi non ha provato piacere nello scarabocchiare?

 

Dal momento della sua nascita, il bambino diventa parte dell'ambiente sociale nel quale vivrà e crescerà.

Per poter interagire e collaborare con l’ambiente, deve prima conoscerlo gradualmente.

Questo significa conoscere la propria storia, la cultura, la tradizione nazionale, allo stesso tempo conoscere anche le culture straniere: la base per un'educazione alla tolleranza interpersonale e al rispetto della diversità.

Per via degli influssi delle esposizioni commerciali sempre maggiori e dei trend di moda, è necessario insegnare al bambino il pensiero critico e a pensare con la propria testa (basta pensare a quante pubblicità sono direttamente rivolte ai bambini).


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