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Neonato: la vista nel primo mese

Miobambino, 20.10.2014
La vista del bambino appena nato è immatura e sfocata, ma già in grado di mettere a fuoco il tratti basici del volto della mamma

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Cosa vede il neonato?

Alla nascita è già presente il riflesso pupillare: il neonato è cosciente di luce e buio, è sensibile alla luce e può vedere in tre dimensioni. 
La vista del neonato è sfocata, tutti i movimenti oculari sono immaturi e il campo visivo è ristretto. I bambini nascono con un certo grado di miopia ma mettono a fuoco a una distanza di circa 20-25 centimetri, ovvero la giusta distanza per consentirgli di vedere il volto della mamma durante l'allattamento.
Non preoccuparti se il bambino inizialmente non ti guarda direttamente negli occhi: i neonati tendono a notare le sopracciglia, l'attaccatura dei capelli e la bocca in movimento. Pian piano nel corso del primo mese, imparerà a scambiare sguardi. 
Il neonato, nel primo mese di vita, guardando lontano, vede tutto confuso. I suoi occhi non hanno ancora la capacità di focalizzare un oggetto a grande distanza, non lavorano all'unisono e può capitare che uno ruoti fuori dalla linea dell'altro provocando il cosiddetto "strabismo neonatale". Questo fenomeno non deve preoccupare perché scompare nelle successive settimane di vita quando si sviluppa la visone binoculare e si rafforzano i muscoli che muovono e coordinano l'orientamento degli occhi.
Guarda da vicino il bambino, in modo da permettergli di studiare il tuo volto. 
Muovi lentamente la testa da un lato all'altro per vedere se i suoi occhi ti seguono: questo esercizio può aiutare a rinforzare i muscoli oculari. 
In questo periodo il bimbo viene attirato dalle forme in movimento, dalle linee curve che appartengono al volto e al corpo della mamma, ama gli oggetti grandi e la luce.
Il neonato, dunque, vede bene ciò che ha bisogno di vedere e schiva la confusione che gli deriverebbe dal vedere cose che non avrebbero importanza per lui nei primi giorni di vita.

La capacità visiva negli esseri umani matura e si sviluppa nel corso dei primi anni di vita con il contributo degli stimoli ambientali, che aiutano il bambino a migliorare rapidamente già nel primo anno di vita.

Alla nascita è già presente il riflesso pupillare: il neonato è cosciente di luce e buio, è sensibile alla luce e può vedere in tre dimensioni. 

La vista del neonato è sfocata, tutti i movimenti oculari sono immaturi e il campo visivo è ristretto. I bambini nascono con un certo grado di miopia ma mettono a fuoco a una distanza di circa 20-25 centimetri, ovvero la giusta distanza per consentirgli di vedere il volto della mamma durante l'allattamento.


Non preoccuparti se il bambino inizialmente non ti guarda direttamente negli occhi: i neonati tendono a notare le sopracciglia, l'attaccatura dei capelli e la bocca in movimento. Pian piano nel corso del primo mese, imparerà a scambiare sguardi. 


Il neonato, nel primo mese di vita, guardando lontano, vede tutto confuso. I suoi occhi non hanno ancora la capacità di focalizzare un oggetto a grande distanza, non lavorano all'unisono e può capitare che uno ruoti fuori dalla linea dell'altro provocando il cosiddetto strabismo neonatale. Questo fenomeno non deve preoccupare perché scompare nelle successive settimane di vita quando si sviluppa la visone binoculare e si rafforzano i muscoli che muovono e coordinano l'orientamento degli occhi.

Guarda da vicino il bambino, in modo da permettergli di studiare il tuo volto. Muovi lentamente la testa da un lato all'altro per vedere se i suoi occhi ti seguono: questo esercizio può aiutare a rinforzare i muscoli oculari. 

In questo periodo il bimbo viene attirato dalle forme in movimento, dalle linee curve che appartengono al volto e al corpo della mamma, ama gli oggetti grandi e la luce.

Il neonato, dunque, vede bene ciò che ha bisogno di vedere e schiva la confusione che gli deriverebbe dal vedere cose che non avrebbero importanza per lui nei primi giorni di vita.


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