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Trasportare il bebè: fascia o marsupio?

Miobambino, 9.10.2012
Guida pratica alla scelta e all'utilizzo dei principali strumenti di ausilio per il trasporto del bimbo, fin dai primi mesi di vita. A stretto contatto con il corpo della mamma, alla scoperta del mondo..

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Secondo le teorie della biologia comportamentale, il neonato è un "portatore attivo" ovvero fin dalla nascita dispone di una serie di comportamenti e di riflessi che lo spingono a stare sul corpo dei genitori, di cercare il più possibile il contatto fisico e di farsi trasportare da loro.

Coltivare questo contatto, andare alla scoperta del mondo "vicini, vicini", specialmente nei primi mesi di vita, è dunque un'esperienza assolutamente positiva e costruttiva, da condividere con gioia insieme al nostro cucciolo.

Per favorire il quotidiano viaggio esplorativo di mamma e figlio, esiste tutta una serie di semplici strumenti di ausilio che consentono di portare bambini più o meno piccoli, a contatto con il proprio corpo, fino all'età in cui possono camminare: fasce lunghe, fasce elastiche, marsupi, zaini o amache, facilmente reperibili in commercio, nei negozi specializzati in puericultura e prodotti per bambini, sia fisici che online.

 


Le fasce

Le fasce sono probabilmente la più antica forma di ausilio per trasportare il piccolo, tant'è che ancora oggi possono essere "fai-da-te": basta prendere una striscia di stoffa della larghezza di 70 cm e di lunghezza variabile fra 2,5 e 5 metri - a seconda della taglia di noi mamme - che sia resistente, lavabile e con i bordi a doppia cucitura.

 

Quelle invece già disponibili in commercio sono solitamente di due tipi: in tessuto elastico o in jersey.

Tutti i tipi di fasce possono essere comunque legate in modi diversi, tali da trasportare il pupo davanti alla pancia, disteso, sui fianchi o sulla schiena: l'importante è che garantiscano una presa sicura e che il tessuto sia sempre intrecciato in diagonale così da sorreggere la schiena del bambino.

 

Se scegliamo di utilizzare la fascia in posizione frontale, cerchiamo di posizionare il sederino del bimbo all'altezza del nostro ombelico, anche leggermente al di sopra. Ricordiamo, in ogni caso, di non tenere il piccolo troppo in basso, per evitare di ritrovarci con il mal di schiena.

Grazie alla sua ampia versatilità e alla possibilità di regolarla a seconda del peso del piccolo, dal punto di vista ortopedico la fascia, se ben utilizzata, ne garantisce la posizione ottimale.

Se troviamo quindi difficoltà nel legarla, chiediamo consiglio al negoziante dove l'abbiamo acquistata o meglio ancora alla nostra ostetrica.

 


I marsupi


Il marsupio è senza dubbio più facilmente indossabile e il suo uso molto più intuitivo.

Anche questo ausilio al trasporto può essere utilizzato già dalle prime settimane di vita, poiché la posizione del pupo al suo interno non provoca alcun danno alla spina dorsale: la muscolatura del lattante, grazie alla sua elasticità e flessibilità, è infatti in grado di assumere qualsiasi atteggiamento, inoltre, nel marsupio, la schiena riesce ad essere sostenuta senza essere sottoposta a sforzi, mentre l'appoggiatesta sorregge il capo mettendolo al sicuro da eventuali colpi.

Fino al quarto/quinto mese di vita i pediatri consigliano di trasportare il pupo con la faccia rivolta verso di noi e la testina all'altezza del petto, soprattutto per intervenire facilmente in caso di rigurgiti o di qualsiasi altro tipo di problema.

Quando invece il bimbo sarà cresciuto e diventato per giunta sicuramente più curioso, potremo portarlo alla scoperta del mondo che lo circonda, posizionandolo tranquillamente rivolto verso l'esterno.   

Daniela Raspa, La Stampa

 


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