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Tutto sulle vaccinazioni

4.5.2010
La vaccinazione è un modo per indurre un’immunizzazione "attiva", cioè una difesa immunitaria prodotta dall’organismo vaccinato nei confronti di una malattia infettiva.

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Che cosa sono le vaccinazioni?
 
La difesa individuale, protettiva e duratura viene stimolata mediante somministrazione di un elemento patogeno attenuato, non dannoso, in grado d’innescare una risposta immunologica specifica, quindi di difesa, ma non di provocare malattia.
Col tempo, la preparazione dei vaccini è diventata sempre più sofisticata; oggi i vaccini disponibili sono molto diversi da quelli prodotti anche solo nei decenni appena passati; sono sempre più purificati, inducono meno effetti indesiderati e sempre più spesso sono disponibili in commercio in forma associata.
Per vaccini associati intendiamo formulazioni che contengono più vaccini nella stessa fiala, con notevole risparmio di spesa, tempo, e soprattutto di stress per le mamme e i bambini cui sono riservate meno iniezioni.
 

Quali vaccinazioni?
 
I centri vaccinali, al momento, propongono ancora vaccinazioni di due tipi: obbligatorie e facoltative. Le vaccinazioni obbligatorie sono quelle per Difterite, Tetano, Epatite B, Poliomielite; le vaccinazioni facoltative, proposte attivamente alla popolazione con le stesse modalità delle obbligatorie sono quelle per Pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, Morbillo, Rosolia e Parotite.
Tutte le vaccinazioni obbligatorie e facoltative proposte attivamente sono gratuite.
La vaccinazione per Haemophilus influenzae tipo b (che prima della diffusione della vaccinazione era la prima causa di meningite batterica nei bambini, con elevata mortalità) attualmente viene proposta in forma associata ai vaccini per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite ed Epatite B; tale associazione ha permesso di raggiungere ottimi risultati di salute pubblica in pochissimi anni: senza ulteriori iniezioni al bambino e senza aggiuntive sedute vaccinali.
Le vaccinazioni per Morbillo, Rosolia e Parotite sono ugualmente associate in una sola siringa.
La vaccinazione per influenza, che non può essere iniziata prima dei 6 mesi di vita, appare sempre più indicata per tutti i bambini, anche per quelli non appartenenti a categorie a rischio (malattie croniche renali, respiratorie e cardiache, fibrosi cistica, asma, immunodeficienze, etc).
Altre vaccinazioni, pur efficacissime, vanno riservate a soggetti che vivono in condizioni particolari, o a elevato rischio per gli ambienti o le aree frequentate: TBC, epatite A, tifo, rabbia, febbre gialla, colera.
In genere ogni Asl dispone di ambulatori specializzati nel consigliare e praticare queste vaccinazioni specifiche, soprattutto per chi viaggia in paesi a rischio.
 

Quando fare il vaccino?
 
Le vaccinazioni vanno iniziate nel terzo mese, cioè a partire dai 60 giorni di vita del bambino, e prevedono 3 dosi nel primo anno (a 3, 5, 11 mesi) per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite b, Haemophilus influenzae tipo b, con richiamo per l’anti-poliomielite nel terzo anno, e per la Difterite-Tetano-Pertosse a 5-6 e 12 anni.
La vaccinazione per Morbillo, Rosolia e Parotite va praticata a 11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni. I figli di madre positiva all’Epatite B ricevono la prima dose di vaccino alla nascita, per ridurre il rischio di trasmissione verticale dell’infezione dalla mamma al bambino, e poi seguono uno schema vaccinale speciale per la sola vaccinazione per Epatite B.
Per le prime dosi di vaccino in genere il bambino viene convocato direttamente dal centro vaccinale oppure riceve un appuntamento già alla dimissione dal nido. Ad ogni vaccinazione, viene dato l’appuntamento per la somministrazione successiva.
 

Dove fare il vaccino?
 
In Italia le vaccinazioni sono somministrate presso i centri vaccinali distribuiti uniformemente sul territorio nazionale, secondo indicazioni nazionali, con qualche tendenza a scelte autonome a livello della singola regione. Le vaccinazioni possono anche essere effettuate in sedi diverse dai Centri Vaccinali; sono peraltro tutte liberamente in commercio e acquistabili in farmacia.
È, però, importante in tal caso rispettare la catena del freddo, cioè accertarsi che dopo l’acquisto siano sempre tenute conservate e trasportate a temperatura bassa, affinché non perdano di efficacia.
Somministrazioni al di fuori dei centri vaccinali vanno certificate dal medico esecutore, riportando il tipo di vaccino, il lotto e la sua scadenza e le certificazioni debbono poi comunque essere registrate presso il centro vaccinale competente.
 

Cosa deve fare la mamma?
 
Tutte le vaccinazioni sostenute dal bambino vengono trascritte sul suo libretto individuale.
È importante che la mamma abbia sempre con sé questo libretto, non solo al momento delle visite dal pediatra di base, o da altri specialisti, ma anche quando si ricorra a prestazioni d’emergenza o di ricovero ordinario.
La conferma delle vaccinazioni eseguite o non eseguite e di quelle mancanti potrà essere utile per la valutazione da parte del medico.
Prima della vaccinazione non è necessario osservare alcun periodo di digiuno o dieta speciale, né è necessario un "via libera" del pediatra di base, se il bambino appare in buona salute; d’altra parte il bambino viene comunque visitato presso il centro vaccinale prima dell’esecuzione della vaccinazione.
Dopo la somministrazione delle vaccinazioni è opportuno restare in attesa nel centro vaccinale per circa 15 minuti, dopo di che il bambino potrà tranquillamente ritornare alla sua vita e alimentazione normale.
Per i bambini immigrati o adottati, per i quali non è noto né sempre rintracciabile tramite vie ufficiali e affidabili, lo status vaccinale, le decisioni rispetto alla continuazione e l’integrazione delle vaccinazioni vengono prese dai medici del centro vaccinale.Vale tuttavia principio generale che replicare una vaccinazione nel caso in cui ci sia il dubbio che sia stata eseguita non fa male.
 
Fonte: opuscolo "Quando nasce un bambino" (sezione acura del Prof. Francesco Tancredi - SIP - Società Italiana di Pediatria)

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