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Gravidanza: quando dormire diventa un incubo

Miobambino, 4.5.2010
La gravidanza influisce anche sulla qualità del sonno. Quali sono le cause? Cosa si può fare?
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Senza ombra di dubbio la gravidanza è un periodo molto particolare nella vita di una donna, in cui avvengono così tanti cambiamenti. Uno di questi è il sonno disturbato, la cui comparsa peggiora o provoca stati depressivi o ansiosi, mette alla prova la relazione con il partner e ostacola la formazione di un legame profondo con il bambino in arrivo. Infine ritarda il ritorno al lavoro della mamma e ne compromette le prestazioni professionali.

Negli ultimi tre mesi di gravidanza molte donne non riescono più a dormire bene come vorrebbero, ma questo disturbo non ha conseguenze sul benessere del feto in quanto il piccolo possiede un proprio ritmo sonno-veglia che è del tutto indipendente da quello della futura mamma.


Le cause più frequenti sono:

  • il bambino si muove o scalcia

  • è necessario alzarsi più volte nel corso della notte far pipì (per effetto della compressione sulla vescica esercitata dal progressivo ingrossamento dell'utero)

  • il pancione impedisce di trovare una posizione comoda nel letto

  • l'aumento degli ormoni della gravidanza può alterare il normale ritmo sonno-veglia della mamma

  • la preoccupazione per la salute del nascituro, l'ansia per l'avvicinarsi del termine della gravidanza, il timore del parto e di non essere pronta al nuovo ruolo di madre


Fatto sta che i sonni sono sempre più agitati e spesso popolati di incubi o di sogni molto vividi, che non rappresentano altro che il modo con cui il subconscio della futura mamma affronta le paure e le insicurezza tipiche della gravidanza. Al di là delle cause, in gravidanza si registra una riduzione delle ore di sonno notturno rispetto al periodo precedente.

La sonnolenza e la fatica durante il giorno sono spesso tra primi sintomi riportati dalle donne in gravidanza. La variazione significativa della quantità di sonno si rileva però a partire dall’undicesima settimana, quando il sonno comincia ad essere molto disturbato, con risvegli più frequenti rispetto alle prime settimane di gravidanza. Andando avanti nelle settimane i cambiamenti fisiologici interferiscono sempre di più con il sonno, e certo dopo il parto la situazione non migliora. In caso di gemelli la situazione poi si complica, perché ci sono meno pause di riposo nella gestione dei piccoli. Lo conferma uno studio su genitori di gemelli (alla prima gravidanza) che ha riportato livelli simili di fatica in padre e madre. Per altro, in caso di gravidanza gemellare spesso si ricorre al cesareo e al riposo forzato a letto prima del parto.


Cosa fare?

La cosa migliore per ridurre il problema è sicuramente imparare a conviverci, magari recuperando durante il giorno, con qualche sonnellino (senza esagerare, per non rischiare di invertire il ciclo sonno-veglia). Utile può rivelarsi assumere tisane rilassanti, a base di tiglio, camomilla o valeriana e prendere l'abitudine di fare un bagno distensivo prima di coricarsi. Alla sera è meglio preparare pasti leggeri e facili da digerire, abolendo l'uso del caffè e di altre bevande a base di caffeina, evitando inoltre di andare a letto subito dopo mangiato. Nelle ore in cui si è costrette a stare sveglie è bene non rimanere coricate al buio a pensare. Meglio alzarsi ad ascoltare un po' di musica o a vedere qualcosa in televisione o a leggere un bel libro: distraendosi e lasciando che i pensieri e le preoccupazioni si allontanino dalla nostra mente contribuirà a riprendere il sonno un po' più facilmente.


Quando c'è qualcosa sotto...

Talvolta un sonno disturbato può anche essere l'indizio di alcuni disturbi che compaiono proprio in gravidanza. È il caso della sindrome delle gambe senza riposo e dell’apnea ostruttiva.

  • Sindrome delle gambe senza riposo: si ha continuamente la sensazione di imminenti crampi alle gambe e si avverte la necessità di camminare. Poiché questo disturbo peggiora di notte, diventa difficile addormentarsi e restare addormentati. È una condizione legata ai livelli di ferro nel sangue, ragion per cui sarebbe opportuno controllarli in previsione di una gravidanza ed eventualmente provvedere a integrare la carenza.

  • Il russamento è un fenomeno di solito maschile che interessa solo il 5% delle donne, ma durante la gravidanza la quota femminile sale al 25-30%. Oltre a disturbare il sonno proprio e del partner è un chiaro sintomo di apnee ostruttive e, secondo alcuni studi, aumenta il rischio di ipertensione gestazionale.


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