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Baby blues

4.5.2010
Il bambino é arrivato. Tutto cambia, la vita prende una nuova direzione. Sentimenti e emozioni diferenti sfiorano la madre, che a volte non sa come reaggire ai sbalzi di umore.

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Puoi sentirti esultate, euforica, sollevata, ricompensata, orgogliosa, appagata. Puoi percepire un sentimento di famiglia, puoi provare un senso protettivo e di amore verso il tuo bambino. Tuttavia puoi anche sentire stanchezza, timore, sfiducia, inadeguatezza; ti puoi sentire arrabbiata, dolente, delusa per come è andata, triste e facilmente irritabile. Queste sensazioni ed emozioni vanno e vengono lasciandoti a volte molto confusa e chiedendoti “cosa mi sta succedendo?”
 
Sono molte le donne che avvertono questa altalena di emozioni e di umori, ben l’80%! E’ questo il Baby Blues, o il “pianto da latte”. Lo puoi forse riconoscere dalle prime ore o giorni dopo il parto e generalmente dura per 1 o 2 settimane risolvendosi spontaneamente. L’esperienza che hai vissuto è veramente tanto grande ed intesa e sono tanti i fattori che innescano questi diversi umori:
 
?? Gli ormoni che ti hanno permesso di portare avanti la gravidanza, di partorire, cambiano velocemente per poi attivare quantità diverse di altri ormoni necessari per produrre latte e per recuperare
 
?? La ripresa dalla fatica fisica del parto; a volte anche la gravidanza può essere stata faticosa
 
?? L’esperienza del travaglio e del parto rispetto ai propri desideri.
 
?? Il doversi adeguare a ritmi diversi e a nuove abilità come quella di allattare ed accudire il bambino. Si vorrebbe essere subito brave e competenti.
 
?? Dopo la gravidanza ed il parto si vorrebbe subito ritrovare la forma di prima.
 
?? Il ritorno alla gestione della casa e degli altri della famiglia…
 
Ci dimentichiamo di questo delicato periodo, il puerperio, la quarantena che dura alcune settimane ed è quel tempo necessario per recuperare ed adattarsi alla nuova situazione, fisicamente, emotivamente e praticamente.
 
In questo periodo la donna che ha appena partorito ha bisogno di un sostegno pratico che una volta veniva garantito da una o più donne della famiglia e del vicinato. In quel tempo, non tanto lontano e presente ancora in altre culture, la donna doveva riposare, mangiar bene ed allattare. A tutto il resto pensavano le altre donne.
 
Per lei veniva cucinato, lavato, pulito, venivano accuditi gli altri figli. La nuova mamma aveva tutto il tempo da dedicare a sé ed al suo piccolo per instaurare quel legame di attaccamento madre e bambino così indispensabili, per avviare l’allattamento. In tutte quelle culture dove ancora oggi è previsto una persona di sostegno pratico, i disagi emotivi e le depressioni sono quasi sconosciuti.
 
?? Pianifica in anticipo un aiuto pratico e domestico. A volte si hanno aspettative molto alte che rendono difficile l’incontro con la realtà. Parlane col tuo partner, con tuo marito.
 
?? Parlane nei corsi di accompagnamento alla nascita o durante le ultime visite di controllo.
 
?? Semplifica la tua vita, tenendo solo quelle mansioni indispensabili. Lascia che altri possano aiutarti nella gestione pratica della casa. Scegli chi nella vostra cerchia di parenti, amici e conoscenti è in grado di darti reale sostegno anche solo portandoti un buon pasto caldo, facendo le spese o portandoti gli indumenti lavati e stirati
 
?? Il papà può utilizzare i permessi riconosciuti o prendersi ferie per poter aiutare praticamente e sostenere emotivamente e per filtrare le visite.
 
?? Parlare di come ci si sente e di come è andata è molto utile. Chiamare qualcuno al telefono che possa ascoltarti può alleggerire.
 
?? Telefonare e chiedere aiuto professionale per dubbi o difficoltà è un diritto. Chiedere una visita domiciliare è un diritto!
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