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Bambini di due anni: perchè tanti capricci?

Miobambino, 4.5.2010
La testardaggine neI bambini tra i due e i tre anni è una fase di crescita del tutto normale: ecco come affrontare al meglio pianti e urla

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Il bambino di due anni inizia a diventare indipendente; il suo mondo comincia a prendere forma e inizia a scoprire le proprie capacita rendendosi conto che e in grado di fare già parecchie cose da solo.

Si sente dire da lui sempre più spesso “faccio da solo” in quanto il bambino effettivamente e sempre più sicuro di sé e delle sue capacita; ovviamente non tutto gli va secondo i suoi piani e qui appaiono le conseguenze: il bambino e visibilmente agitato, pesta i piedi per terra, urla, nei casi più disperati si butta a terra senza più forze dove continua la sua ribellione.


Vi dovete rendere conto che il bambino non fa tutto questo per farvi arrabbiare o per opporsi a voi a tutti i costi, ma in questo modo esprime la sua disperazione per i suoi insuccessi.

Si sente scoraggiato perché non tutto va come si aspettava o perché non può ottenere tutto quello che gli piacerebbe.

 

Come reagire?
Anche se siete sotto choc per la testardaggine del bambino, non rispondete con rabbia e urlando; la cosa migliore da fare e di provare a spiegargli con calma perché qualche cosa non e andata come lui voleva e perché non può ottenere tutto quello che desidera.

La vostra vicinanza e la sensazione che lo capite e gli volete bene aiuteranno il bambino a comprendere che il suo insuccesso non significa una sconfitta totale.

Con una reazione calma gli farete capire che con la rabbia e le urla non si ottiene ciò che si desidera.
Il bambino deve conoscere oltre al suo mondo, anche il mondo degli altri nel quale esistono determinate regole.

Deve imparare ad avere riguardo degli altri, ad adattarsi ed a stipulare accordi. Insomma, deve sapere che non può ottenere sempre quello che vuole in quanto anche le altre persone hanno le loro esigenze e che quindi qualche volta deve rinunciare a qualche suo desiderio.

 

Cosa fare per calmare la testardaggine?
Non si può evitare completamente la testardaggine e anche non si deve farlo; e un male inevitabile sulla strada della crescita. Si può alleviarla in qualche modo o tenendosi pronti a questa in modo tale da non perdere la testa in quel determinato momento. 


Se al bambino accade spesso di esser preso dalla testardaggine durante la spesa, attenetevi agli accordi stabiliti. Prima di andare a far compere col bambino, mettetevi d’accordo con lui su quello che può scegliere o che gli comprerete.

In tal modo avrà dei chiari limiti delineati e non cercherà di manipolarvi in negozio.

Se quel giorno non avete intenzione di comprargli niente spiegateglielo già prima; magari potete proporgli di scegliere da solo gli spaghetti.

Potete distrarlo con dei compiti che gli daranno la sensazione di essere importante. Usate questa strategia anche quando un attacco di testardaggine si sta avvicinando, deviando velocemente l’attenzione cosi che si dimentica che cosa voleva ottenere.


Potete evitare la testardaggine con successo anche a casa e fuori mettendolo a conoscenza delle regole in anticipo. Se avete intenzione di andare da qualche parte, diteglielo in anticipo per prepararsi; se, per esempio, lo distraete proprio quando e immerso nel gioco, vi e una forte probabilità che si opporrà e non vorrà andare da nessuna parte.


Qualche volta non e facile far fronte alla testardaggine; in ogni caso provate ad essere pazienti ed a sopportare l’attacco il più possibile in modo calmo. Vi conviene!

Vi può consolare che il “periodo della testardaggine” e fugace e che presto arriverà il tempo in cui il vostro bambino si adatterà più facilmente ed affronterà il mondo attorno a sé. Sara la fine della contestazione (beh, almeno per alcuni anni…).

 

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