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Parto: meglio spingere o respirare?

Miobambino, 14.4.2015
Le spinte della mamma nella fase del travaglio aiutano davvero la nascita del bambino?

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Parto
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Parto: meglio spingere o respirare?
Le spinte della mamma nella fase del travaglio aiutano davvero la nascita del bambino?
Alcuni ostetrici ritengono che durante il parto sia più utile respirare correttamente piuttosto che spingere in corrispondenza delle contrazioni. 
Alcune ricerche sul tema hanno dimostrato che le spinte possono accorciare la durata del parto ma a volte possono provocare complicazioni alle vie urinarie.
Il bambino si muove spontaneamente verso la vagina man mano che il peritoneo si rilassa. Per facilitare questo processo è molto importante la corretta respirazione della mamma durante le contrazioni.
Una buona ispirazione facilita e accelera il lavoro dell'utero e l'espulsione del bambino. Quando i polmoni della madre si riempiono di aria, il diaframma, che separa l'addome dal torace, si abbassa in direzione dell’utero. Durante l'espirazione il diaframma si alza. 
Concentrare l’attenzione sul processo di respirazione consente anche di “distrarsi” dalla preoccupazione per il dolore: l'ansia legata all'attesa dell'dolore intensifica l'osservazione di sé e questa a sua volta riacutizza il dolore.
Il Training Autogeno Respiratorio (RAT) è il metodo di preparazione al parto più diffuso negli ospedali pubblici e nei consultori, sfrutta la respirazione per raggiungere un rilassamento della muscolatura, soprattutto quella della zona genitale. L'obiettivo è quello di imparare a sfruttare la respirazione per ossigenare l'organismo tra una contrazione e l'altra e di far sì che i muscoli non oppongano resistenza alla discesa del piccolo, ma invece l'assecondino. 
Il RAT permette alla donna di assecondare il suo corpo e quindi avere dolori meno intensi e tempi di travaglio più brevi. Non si tratta di una "ricetta magica" che elimina il dolore, ma è sicuramente uno strumento che permette alla donna di sciogliere le tensioni e allo stesso tempo di riscoprire le potenzialità sia del suo corpo che della sua psiche.
Nel momento in cui il bambino si è incanalato nel canale del parto e la sua testa si trovava in prossimità dell'apertura vaginale, spingendo contro il perineo, la donna di solito avverte un impulso naturale a spingere.
Da quel momento non sentirete più dolori o contrazioni, ma solo una forza incredibile che porterà finalmente alla nascita del vostro bambino.
Evitare di spingere durante le contrazioni permette di conservare le forze per l'ultima fase del travaglio, riducendo la fatica rispetto all'iter dei parti più diffusi.


Alcuni ostetrici ritengono che durante il parto sia più utile respirare correttamente piuttosto che spingere in corrispondenza delle contrazioni. 
Alcune ricerche sul tema hanno dimostrato che le spinte possono accorciare la durata del parto ma a volte possono provocare complicazioni alle vie urinarie.
Il bambino si muove spontaneamente verso la vagina man mano che il peritoneo si rilassa. Per facilitare questo processo è molto importante la corretta respirazione della mamma durante le contrazioni.


Una buona inspirazione facilita e accelera il lavoro dell'utero e l'espulsione del bambino.
Quando i polmoni della madre si riempiono di aria, il diaframma, che separa l'addome dal torace, si abbassa in direzione dell’utero. Durante l'espirazione il diaframma si alza. 

Concentrare l’attenzione sul processo di respirazione consente anche di “distrarsi” dalla preoccupazione per il dolore: l'ansia legata all'attesa dell'dolore intensifica l'osservazione di sé e questa a sua volta riacutizza il dolore.
Il Training Autogeno Respiratorio (RAT) è il metodo di preparazione al parto più diffuso negli ospedali pubblici e nei consultori, sfrutta la respirazione per raggiungere un rilassamento della muscolatura, soprattutto quella della zona genitale. L'obiettivo è quello di imparare a sfruttare la respirazione per ossigenare l'organismo tra una contrazione e l'altra e di far sì che i muscoli non oppongano resistenza alla discesa del piccolo, ma invece l'assecondino. 
Il RAT permette alla donna di assecondare il suo corpo e quindi avere dolori meno intensi e tempi di travaglio più brevi. Non si tratta di una "ricetta magica" che elimina il dolore, ma è sicuramente uno strumento che permette alla donna di sciogliere le tensioni e allo stesso tempo di riscoprire le potenzialità sia del suo corpo che della sua psiche.


Nel momento in cui il bambino si è incanalato nel canale del parto e la sua testa si trovava in prossimità dell'apertura vaginale, spingendo contro il perineo, la donna di solito avverte un impulso naturale a spingere. Da quel momento non sentirete più dolori o contrazioni, ma solo una forza incredibile che porterà finalmente alla nascita del vostro bambino.
Evitare di spingere durante le contrazioni permette di conservare le forze per l'ultima fase del travaglio, riducendo la fatica rispetto all'iter dei parti più diffusi.

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