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Un mestiere difficile: fare la mamma

Miobambino, 4.5.2010
Il lavoro del genitore, si sa, è tra i più difficili. Così si moltiplicano i manuali per imparare a orientarsi, evitando errori grossolani coi propri figli
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È risaputo che tra i mestieri più difficili c’è quello di genitore. Sarà per questo che è continua la pubblicazione di guide del tipo di quella uscita in America dal titolo: «Impara a fare la mamma». Come?


  • Prima regola: Attenzione all’alimentazione dei bebè nei loro primi giorni.

    Il peso che il neonato guadagna nei primi giorni dopo la nascita potrebbe influenzare lo sviluppo dell’obesità nel corso della vita. Lo dice uno studio statunitense che raccomanda alle mamme di allattare i figlioletti al seno nei primi mesi perché il latte materno scongiurerebbe il pericolo di obesità nel futuro dei piccoli.
     

  • Altra regola per le neo-mamme alle prese con le urla notturne del piccolo. Affinché il neonato riesca a dormire sonni tranquilli (e insieme a lui tutta la famiglia), è necessario esporlo alla luce pomeridiana: via libera quindi a lunghe passeggiate nel parco prima che faccia buio. La luce del sole pomeridiana, infatti, aiuta l'orologio biologico a funzionare perfettamente e a fare sì che il bimbo dorma di filato durante la notte (grazie alla secrezione della melatonina). I neonati di sei settimane gridano molto di più (in media 40 minuti al giorno) di quelli di 12 settimane (20 minuti al giorno), essere pazienti quindi e non farsi prendere dal panico. Le gite nel parco faranno il resto, contribuendo alla salute di tutta la famiglia, dato che la deprivazione del sonno è una condizione nociva.
     

  • Il bimbo è cresciuto? La regola è che mai bisogna «parcheggiarlo» di fronte alla Tv e delegare al piccolo schermo l'educazione, l'intrattenimento e soprattutto il divertimento dei pargoli. La tv non è una baby-sitter a buon mercato. Evitarne il consumo nei bambini sotto i 2 anni. Fissare un tempo massimo, da non superare, non più di 2 ore al giorno. I rischi di un consumo televisivo eccessivo sono comportamento aggressivo, disordine alimentare, scarso esercizio fisico, rischio di obesità, comportamenti pericolosi e scarso rendimento scolastico.
     

  • Il bambino va a scuola? Le mamme che vogliono far bene il mestiere di madri devono svegliarsi presto al mattino. È importantissimo che il figlioletto faccia scorta di zuccheri «lenti» all’inizio della giornata per svegliare il cervello: il pane o le fette biscottate integrali del mattino servono a sostenere il funzionamento del cervello durante la mattinata in classe. Consentono al bambino di ottenere una migliore concentrazione. Non si può essere una mamma frettolosa che consegna al bambino le merendine senza sapere che bisognerebbe fare molta attenzione ai glucidi «rapidi» che si trovano nello zucchero bianco, nei biscotti industriali, nei corn flakes e bevande gassate e appunto nelle merendine: questi zuccheri affaticano l’apparato metabolico e riducono la prontezza dei riflessi.
     

  • Il bambino mangia a scuola? Quali sono i consigli che la madre darà al figlio che frequenta una mensa scolastica dove può scegliere i cibi che preferisce? 

    Dovrà dirgli di evitare innanzitutto i cibi fritti, come le patatine. Meglio le crocchette al forno o il purè. 

    Scartare poi la pelle del pollo. Non solo è grassa ma è proprio in questa parte che l’animale immagazzina tutte le sostanze tossiche che assume durante l’alimentazione. ùSe il pollo è di provenienza biologica, i rischi sono inferiori. Il bambino dovrà scartare anche le parti grasse della carne e del prosciutto. Non si deve poi ingozzare di pane che serve da accompagnamento e non da pasto principale. Non deve riempirsi il piatto solo di pasta trascurando tutto il resto. Il suo pasto deve essere equilibrato con verdura e frutta. 

    Comunque la madre assennata dovrebbe informarsi sul contenuto del menu della settimana proposto dalla scuola per evitare sovrapposizione di cibi tra il pranzo e la cena che il bambino farà a casa. Così la cena sarà l’occasione per reintegrare quello che il bambino non ha avuto modo di consumare durante il pasto di mezzogiorno a mensa. 

    Se ha già mangiato la carne o il pesce non è necessario riproporglielo; ci sono altri cibi proteici come le uova, le lenticchie, i fagioli, i funghi. Se il bambino non gradisce le verdure bisognerà camuffargliele nelle frittate, nelle minestre, nelle torte salate. E la frutta può essere gustata in un altro momento della giornata.


A cura di Carla Pilolli

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