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La depressione in gravidanza

3.12.2010
Quali sono i sintomi della depressione durante la gravidanza? Quali sono i rischi per mamma e bambino? Ecco come riconoscerla e affrontarla

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La gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi

cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici, tanto che alcune

donne hanno difficoltà ad accettarne lo stato provando sentimenti

contrastanti di felicità e paura, di preoccupazione per ciò che le

attende.

 

Si tratta di reazioni piuttosto diffuse e condivise che tuttavia

non vengono sempre espresse dalla futura mamma nel timore di

sentirsi diverse e giudicate inadeguate al loro futuro ruolo.

 

Molto importante in questo periodo è dare ascolto a ciò che si sente

e prova dentro di sé, perché tristezza, sconforto e ansia possono

facilmente trasformarsi in veri e propri sintomi di depressione.

 

Sono sentimenti e aspetti che non vanno sottovalutati poiché il

mancato riconoscimento, e di conseguenza il non trattamento di

questa sintomatologia, può arrivare a compromettere il decorso della

gravidanza, con ricadute che vanno dalla scarsa cura di sé all’abuso di

sostanze, fino al coinvolgimento dello sviluppo del feto e ai processi

di attaccamento madre-neonato.

 

Da questa premessa è facile comprendere come i cambiamenti che la

gravidanza e la maternità impongono non si riferiscono solo al mondo

esterno, bensì implicano una metamorfosi interiore importante.

 

In questo senso essi diventano dunque occasione di un travaglio che

oltre ad essere fisico è soprattutto psicologico.

 

Con la nascita di un bambino, soprattutto il primo, la mamma passa

ad una organizzazione psichica ancora sconosciuta e peculiare che

determina una serie di azioni, tendenze, sensibilità, fantasie, paure e

desideri che vanno a scontrarsi con quella che sarà la nuova realtà la

quale implica:

 

  • Un cambiamento di ruolo e delle relazioni sociali

  • Un cambiamento di identità

  • Un cambiamento nella relazione di coppia

  • Un confronto con la figura materna

  • L’acquisizione della funzione materna

  • La perdita dello stato interessante

  • La perdita della fusione con il bambino

  • La non corrispondenza fra bambino reale e bambino immaginario

  • La relazione di dipendenza con il neonato.

 

 

I sintomi

Come accorgersi di una depressione in gravidanza?

La depressione in gravidanza non è necessariamente premonitrice di

una depressione post-parto certa.

Occorre tuttavia fare attenzione ad alcuni sintomi, specie emotivi della madre, e notare se sono intensi e/o protratti nel tempo, se vengono vissuti negativamente e se sono

accompagnati da pensieri autocritici ricorrenti.

 

Questa combinazione di fattori, infatti, in qualche modo potrebbe

influenzare il naturale decorso della gravidanza. Accorgersi subito

di questi segnali in gravidanza significa poter intervenire e curarli al

loro esordio e prima che la malattia porti ad una depressione postpartum.

 

I segnali più evidenti di una depressione si caratterizzano con:

 

  • Umore profondamente triste o irritabile

  • Stanchezza, agitazione

  • Sensazione di inadeguatezza con mancanza di fiducia in se stesse

  • Perdita di interesse o di piacere nelle comuni attività

  • Difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione

  • Disturbi del sonno e dell’appetito.

 

 

I fattori di rischio

La patologia psichiatrica, sia essa un disturbo d’ansia o un disturbo

depressivo, è determinata da una molteplicità di fattori e per una

corretta diagnosi e un percorso terapeutico adeguato è necessario

individuare tutti gli aspetti che partecipano allo sviluppo del disturbo.

 

Spesso esistono fattori, definiti fattori di vulnerabilità, già presenti

prima della gravidanza che predispongono la donna alla depressione.

 

Essi si identificano in:

 

  • Una vulnerabilità ormonale (Sindrome premestruale-Disturbo Disforico Premestruale)

  • Una storia psichiatrica pregressa

  • Una depressione, disturbi dell’umore, ansia prenatale

  • Una familiarità positiva per disturbi psichiatrici

  • Una gravidanza non programmata e/o non desiderata

  • Una difficoltà di relazione con il partner

  • Un inadeguato supporto psicosociale

  • Recenti eventi di vita stressanti (breve intervallo tra le gravidanze,complicazioni nello sviluppo del feto, perdita del lavoro)

  • Un basso livello socioeconomico

 

 

Le conseguenze della depressione in gravidanza

 

Durante la gravidanza molte donne possono sembrare più stressate

emotivamente, senza tuttavia soddisfare i criteri di una qualunque

malattia mentale, manifestando alterazioni psicologiche (comprese

ansia, labilità dell’umore e preoccupazioni esterne) riguardanti

i cambiamenti del corpo ed il benessere del feto.

 

Fra questi disagi è proprio l’ansia uno degli stati a cui prestare maggiore

attenzione.

 

 

L’ansia in gravidanza

 

Lo stato d’ansia aumenta progressivamente con il progredire della

gravidanza con valori più alti nel 3° trimestre.

In particolare, se essa è presente nella 32° settimana, è un probabile fattore predittivo di

depressione nel periodo post-natale.

 

Essa non va sottovalutata, poiché l’ansia in gravidanza potrebbe portare a:

 

  • Depressione post-partum

  • Disturbo di sviluppo e attività fetali per una modificazione e attivazione prolungata di alcuni sistemi di allarme allo stress

  • Basso peso alla nascita

  • Difetti fisici nel bambino

  • Problemi comportamentali-emozionali

  • Predisposizione alle abitudini tabagistiche

  • All’uso di sostanze psicoattive e alcool usate a scopo ansiolitico

  • Riduzione dell’appetito con compromissione del peso e dello sviluppo della gravidanza

 

 

Questi comportamenti da parte della futura mamma sono indicatori

di una scarsa adesione al “progetto gravidanza” con manifestazioni

che possono variare da:

 

  • Una scarsa cura di sé

  • Una malnutrizione materna con alterazione dello sviluppo fetale

  • L’abuso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive

  • L’incapacità a riconoscere i prodromi del parto fino ad arrivare a: aborti, complicanze neonatali (nascita pretermine, basso peso corporeo alla nascita, ridotta circonferenza cranica, basso indice di Apgar ossia dei parametri per la valutazione della vitalità del neonato: pressione, respirazione, battito cardiaco).

 

 

Le azioni terapeutiche

 

Ecco come intervenire in caso di depressione in gravidanza:

 

  • L’ansia leggera può essere controllata con interventi di rilassamento

muscolare (sequenze organizzate di esercizi di contrazione e

decontrazione di gruppi muscolari di tutti i segmenti corporei).

 

  • Tecniche di controllo del corpo e del respiro con interventi

preventivi sul decorso e sulla tutela del sonno in gravidanza e nel

puerperio.

 

  • Approccio di psicoterapia mirato, sia individuale che di coppia

nella forma di counseling o di una psicoterapia strutturata ed

eventuale intervento farmacologico con antidepressivi in caso di

ansia intensa.

 

foto di Graur Codrin

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