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L’allattamento artificiale

4.5.2010
Non sempre la mamma puo' allattare il suo bambino. In questi casi il neonato deve essere allattato artificialmente.
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Quando?
 
Una madre può scegliere di non allattare al seno per propria attitudine o per reale scarsa produzione di latte o per l’esistenza di una controindicazione ad allattare al seno. Le controindicazioni sono rare, ma fra queste le principali sono la sieropositività della madre al virus dell’AIDS e il cancro al seno. In questi casi si ricorrerà al latte artificiale: formule dei primi mesi e, dopo il 6° mese di vita, formule di proseguimento. Si tratta comunque di derivati dal latte di mucca trasformati, adattati, integrati per renderli quanto più simili possibile al latte materno. Va invece evitato il latte di latteria poiché la sua composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali di un bambino nel primo anno di vita e inoltre può causare carenze di ferro nel lattante.
 
Come preparare il latte artificiale?
 
Il latte artificiale può essere liquido (pronto per l’uso, ma più costoso) o in polvere; in questo secondo caso, si prepara diluendo ogni 30 ml d’acqua (oligominerale o acqua di rubinetto bollita per 20 minuti) 1 misurino raso di polvere. Si metterà prima l’acqua (multipli di 30) e poi si aggiungeranno in proporzione i misurini di latte in polvere. Biberon e tettarelle devono essere mantenuti ben puliti e vanno quotidianamente sterilizzati, solitamente con liquidi speciali o mediante bollitura. Anche l’alimentazione con biberon deve prevedere una certa elasticità per quantità e numero di pasti. Le quantità di latte artificiale da dare al bambino, indicate sulle confezioni, sono, infatti, solo orientative. Esistono altri tipi di latte artificiale in commercio (latte di soja, di riso, ipoallergici, ecc…). Il ricorso a questi tipi latte speciale deve prevedere la consultazione con il pediatra.
 
Fonte:opuscolo "Quando nasce un bambino" (sezione a cura del Dott.Riccardo Davanzo Irccs - Ospedale Burlo Garofalo, Trieste)
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